Nel cuore dei Castelli Romani un “villaggio nella roccia”

I Castelli Romani non sono solo una meta amata dai romani in cerca di aria fresca e buona cucina. Questo territorio, disteso attorno ai laghi vulcanici di Lago di Albano e Lago di Nemi, custodisce infatti un patrimonio storico e archeologico sorprendente, spesso nascosto tra boschi e sentieri poco battuti.

Nel comune di Rocca di Papa, nel cuore del Parco regionale, si cela uno degli angoli più affascinanti e meno conosciuti dell’area: un complesso di cavità scavate nel tufo che raccontano storie lontanissime nel tempo, tanto da essere spesso descritto come una sorta di “villaggio nella roccia”.

Ci troviamo tra le alture di Monte Cavo e Maschio delle Faete, le due cime principali dei Castelli Romani, che sfiorano i mille metri di altezza. Qui, immersi in boschi di castagni e sentieri antichi come la Via Sacra – addirittura più antica della Via Appia – emergono due siti solo apparentemente simili: le Grotticelle e le Grotte Cave.

Le prime rappresentano un unicum nel panorama archeologico italiano ed europeo. Si tratta di tombe preistoriche risalenti a circa 5.000 anni fa, scavate direttamente nella roccia tufacea durante l’età eneolitica, intorno al 2500 a.C. La loro forma particolare, simile a un forno, ha dato origine al nome “tombe a grotticella”.

Questi ambienti funerari venivano ricavati attraverso un lungo corridoio d’accesso, chiamato dromos, che conduceva alla camera sepolcrale. Le pareti, man mano che ci si avvicina all’ingresso, si innalzano e si allargano, creando un effetto suggestivo che ancora oggi colpisce chi percorre questi antichi passaggi. Il materiale predominante è il tufo, una roccia vulcanica porosa e facilmente lavorabile, che ha permesso di scavare interamente queste strutture senza l’uso di materiali aggiuntivi.

Di tutt’altra epoca, invece, sono le cosiddette Grotte Cave. Nonostante il nome possa trarre in inganno, queste cavità non hanno nulla a che vedere con le tombe preistoriche. Situate nei pressi del Monte Ara, sempre nel territorio di Rocca di Papa, si presentano come imponenti tagli nella roccia, simili per aspetto ai paesaggi della Tuscia o della Maremma, come quelli di Cerveteri o Pitigliano.

La loro origine, però, è molto più recente: furono infatti scavate in epoca moderna, poco prima della Seconda Guerra Mondiale, probabilmente con funzioni pratiche e strategiche legate al territorio.

Due luoghi, dunque, profondamente diversi ma uniti da un elemento comune: la capacità della roccia di custodire storie. Da un lato le Grotticelle, nate per conservare la memoria dei defunti in un passato remoto; dall’altro le Grotte Cave, create per esigenze più recenti e concrete.

Passeggiare oggi tra questi sentieri significa attraversare millenni di storia in pochi chilometri, scoprendo un volto dei Castelli Romani che va ben oltre quello più noto. Un viaggio silenzioso, tra natura e archeologia, che continua a sorprendere chi decide di avventurarsi lontano dai percorsi più battuti.

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