Ottobre sul Lago di Castel Gandolfo

Il bacino lacustre di origine vulcanica situato nel cuore dei Castelli Romani offre durante la stagione autunnale uno scenario suggestivo, caratterizzato da ritmi più distesi rispetto ai mesi estivi e da condizioni climatiche ideali per le attività all’aria aperta. Il territorio di Castel Gandolfo, affacciato sul Lago Albano, si conferma una destinazione d’eccezione per chi desidera coniugare l’esplorazione naturalistica con la scoperta di un borgo storico tra i più famosi del Lazio. La metà di ottobre si presenta come il momento adatto per vivere il lago da prospettive differenti, spaziando dallo sport acquatico alle passeggiate panoramiche nei pressi delle dimore storiche. Una delle modalità più affascinanti per esplorare le acque del Lago Albano in autunno è rappresentata dalle uscite guidate in kayak o in canoa. I percorsi sul lago permettono di osservare la conformazione del cratere vulcanico e la vegetazione ripariale che riveste le sponde e i rilievi circostanti. Pagaiare durante le giornate di ottobre consente di apprezzare il fenomeno del foliage che trasforma le chiome degli alberi lungo i versanti collinari, regalando sfumature dorate e rossastre che si riflettono sulla superficie dell’acqua. Durante le escursioni è inoltre possibile individuare resti archeologici di epoca romana immersi lungo i margini costieri, come le antiche strutture legate alle navi-palazzo e agli approdi dell’epoca imperiale. Per chi preferisce rimanere sulla terraferma, il Sentiero del Lago offre un tracciato pianeggiante che si snoda lungo il perimetro dello specchio d’acqua. Questo percorso è accessibile a visitatori di ogni età ed è ideale per passeggiate a piedi, sessioni di jogging o uscite in bicicletta. La calma autunnale rende l’itinerario ancora più godibile, offrendo numerosi punti di sosta lungo le sponde dove fermarsi ad ammirare il panorama e la fauna avicola che popola il bacino lacustre. Risalendo verso il centro abitato di Castel Gandolfo, situato in posizione sopraelevata rispetto al lago, si raggiunge la terrazza panoramica del Belvedere. Da questo punto di osservazione si gode di una vista d’insieme sull’intero cratere vulcanico. Il borgo conserva un ricco patrimonio architettonico e monumentale, al cui centro spiccano la Piazza della Libertà, con la fontana e la chiesa di San Tommaso da Villanova progettate da Gian Lorenzo Bernini, e il maestoso Palazzo Apostolico. Quest’ultimo, storicamente utilizzato come residenza estiva dai pontefici, è inserito nel circuito dei Musei Vaticani ed è regolarmente aperto alle visite del pubblico, offrendo un itinerario tra le sale storiche, la galleria dei ritratti papali e i monumentali Giardini di Villa Barberini. La visita a Castel Gandolfo e al suo lago durante la metà di ottobre consente di completare l’esperienza con una sosta enogastronomica presso le attività locali presenti sia lungo il percorso costiero sia all’interno del borgo antico. La cucina del posto propone specialità a base di pesce di lago, come il lattarino e il coregone, oltre ai piatti classici della tradizione romana e ai vini delle colline castellane, fruibili in un contesto rilassante e panoramico.

Palazzo Chigi ad Ariccia e il Barocco

L’autunno ai Castelli Romani offre l’opportunità di alternare le passeggiate all’aria aperta con itinerari dedicati al patrimonio storico e artistico del territorio. Tra le mete di maggiore rilievo culturale spicca Ariccia, cittadina nota sia per le sue tradizioni culinarie sia per il complesso monumentale ideato e progettato nel corso del Seicento. Al centro del borgo si trova Palazzo Chigi, uno straordinario esempio di dimora barocca giunto fino a noi in uno stato di conservazione eccellente. La struttura rappresenta un importante punto di riferimento per chi desidera approfondire la conoscenza dell’arte seicentesca a breve distanza da Roma. La trasformazione dell’edificio e dell’adiacente Piazza di Corte avvenne tra il 1664 e il 1672 su commissione della famiglia Chigi, in particolare del papa Alessandro VII e dei suoi nipoti. Il progetto architettonico e decorativo venne affidato a Gian Lorenzo Bernini, che si avvalse della collaborazione dell’architetto Carlo Fontana. Bernini concepì l’intero borgo di Ariccia secondo un criterio di unitarietà urbanistica, mettendo in dialogo il palazzo, la piazza scenografica e la prospiciente Collegiata di Santa Maria Assunta. All’interno di Palazzo Chigi, i visitatori possono ammirare sale decorate, arredi d’epoca originali, parati in cuoio stampato e collezioni pittoriche che costituiscono il Museo del Barocco Romano. Alle spalle della dimora si estende il Parco Chigi, un’area boschiva protetta di grande interesse naturalistico e paesaggistico. Il parco rappresenta uno dei pochi lembi residui dell’antica vegetazione dei Colli Albani ed è caratterizzato dalla presenza di alberi secolari, resti archeologici di epoca romana e manufatti risalenti ai secoli scorsi. Tra il Settecento e l’Ottocento, questa area verde divenne una meta celebre del Gran Tour, ritratta e descritta da numerosi pittori e letterati europei attirati dal fascino delle rovine immerse nella natura incolta. Durante il mese di ottobre, i sentieri del parco permettono di osservare la trasformazione autunnale del bosco, offrendo un’atmosfera suggestiva. La visita ad Ariccia consente inoltre di coniugare il percorso culturale con l’esplorazione del centro storico cittadino. A breve distanza da Palazzo Chigi si trovano i locali e le fraschette tradizionali dove è possibile degustare la porchetta di Ariccia I.G.P. insieme ad altri prodotti della gastronomia locale. Per programmare la visita a Palazzo Chigi nel periodo autunnale è utile consultare gli orari di apertura vigenti per la stagione invernale, in vigore dal primo ottobre al 31 marzo. Il palazzo rispetta il giorno di chiusura settimanale nella giornata di lunedì. Nei giorni di apertura al pubblico, le visite per accedere alle sale del Piano Nobile e al Museo del Barocco sono organizzate secondo fasce orarie mattutine e pomeridiane. L’accesso al Parco Chigi e alle mostre temporanee segue una regolamentazione specifica. La prenotazione è consigliata per i singoli e obbligatoria per i gruppi che desiderano usufruire del servizio di guida.

Ariccia e la memoria dell’antica Roma

C’è un passato molto più antico di quello che normalmente associamo ai Castelli Romani e che ancora oggi è possibile ritrovare nelle strade e nei monumenti del territorio. Ad Ariccia, sabato 10 ottobre, questo legame con la storia tornerà protagonista con “Arcaiche notti nel Borgo di Ariccia”, appuntamento inserito nel programma di “Ariccia da Amare 2026”. L’iniziativa rappresenta un’occasione per osservare il borgo attraverso una prospettiva diversa, partendo dalla sua storia e dalle tracce che ancora oggi caratterizzano il paesaggio urbano. Ariccia ha infatti origini antichissime. Il territorio era abitato già prima della conquista romana e l’antica Aricia divenne successivamente un importante centro lungo la Via Appia, la grande strada che collegava Roma con il sud della penisola. Questa posizione contribuì alla crescita della città e ne fece un punto importante per commerci, spostamenti e collegamenti. Ancora oggi il rapporto con l’antica Via Appia rappresenta uno degli elementi fondamentali per comprendere la storia di Ariccia e dell’intero territorio dei Castelli Romani. Ma il fascino del borgo nasce proprio dalla sovrapposizione delle epoche. Camminando nel centro storico si incontrano infatti testimonianze differenti, dalle tracce dell’antichità fino agli interventi architettonici più recenti, in un paesaggio nel quale il passato continua a convivere con la vita contemporanea. È questo rapporto tra memoria e presente a rendere particolarmente interessante un appuntamento come quello del 10 ottobre. L’evento non propone infatti soltanto una ricostruzione del passato, ma utilizza la storia come strumento per leggere il territorio di oggi. Il centro di Ariccia diventa così un luogo nel quale la memoria può essere vissuta direttamente, attraverso una passeggiata, l’osservazione degli edifici e la scoperta delle storie che si nascondono dietro le strade del borgo. L’iniziativa si inserisce inoltre all’interno del programma “Ariccia da Amare 2026”, un calendario che durante l’anno propone appuntamenti dedicati alla cultura e alla valorizzazione del patrimonio cittadino. Per chi vive nei Castelli Romani, può essere quindi un modo diverso per trascorrere una serata di ottobre, non soltanto partecipando a un evento, ma riscoprendo un luogo conosciuto attraverso la sua storia. Il valore di iniziative di questo tipo sta proprio nella possibilità di evitare che il patrimonio storico rimanga qualcosa di distante. La storia dell’antica Aricia non appartiene soltanto ai libri o ai reperti archeologici: continua a essere presente nel territorio e può diventare uno strumento per comprendere meglio la città contemporanea. Sabato 10 ottobre Ariccia proporrà quindi un incontro tra ieri e oggi, riportando l’attenzione sulle radici antiche di uno dei borghi più riconoscibili dei Castelli Romani. Dove: Borgo di Ariccia, Piazza di CorteQuando: sabato 10 ottobre 2026Orario: ore 21Evento: “Arcaiche notti nel Borgo di Ariccia”Inserito nel programma: Ariccia da Amare 2026

Ville Tuscolane: splendore barocco a Frascati

Con l’arrivo di settembre e il mite clima tardo-estivo, le colline tuscolane si confermano una delle mete più affascinanti del territorio dei Castelli Romani. Sulle pendici che dominano la campagna romana e la capitale sorge il prestigioso complesso delle Ville Tuscolane. Questa serie di dimore patrizie, concepite prevalentemente tra il Rinascimento e il Barocco, venne edificata dall’aristocrazia romana e dalle famiglie papali come luoghi di villeggiatura, rappresentanza politica e svago intellettuale. L’insieme comprende dodici dimore storiche distribuite nei territori comunali di Frascati, Monte Porzio Catone e Grottaferrata. La scelta di questo territorio non fu casuale: i nobili romani intesero riprendere la tradizione antica degli otia romani, ricostruendo le proprie residenze estive sulle fondamenta di antiche villae di epoca romana appartenute a patrizi, senatori e maestri della retorica come Marco Tullio Cicerone. Tra le dimore più celebri e imponenti spicca Villa Aldobrandini, nota anche come Villa Belvedere, situata su una posizione rialzata che domina il centro di Frascati. Progettata dall’architetto Giacomo Della Porta su incarico del cardinale Pietro Aldobrandini nei primi anni del XVII secolo, la villa fu completata successivamente da Carlo Maderno e Giovanni Fontana. L’edificio è famoso per la sua maestosa facciata e per il monumentale Teatro dell’Acqua situato nel parco retrostante, una complessa struttura scenografica alimentata dall’acquedotto tuscolano che crea giochi d’acqua, nicchie decorate e fontane di notevole valore ingegneristico. Un’altra dimora di rilevanza storica è Villa Torlonia, sempre nel comune di Frascati. Sebbene il palazzo padronale sia andato distrutto durante i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, il suo parco è oggi un giardino pubblico liberamente accessibile. All’interno del parco si conserva intatto il monumentale Teatro dell’Acqua, progettato da Carlo Maderno nel XVII secolo, caratterizzato da una gradinata monumentale costellata di fontane e cascate ricoperte di muschio e sculture d’epoca. Nel territorio di Monte Porzio Catone sorge invece Villa Mondragone, una delle dimore più estese dell’area tuscolana. Costruita a partire dal XVI secolo per la famiglia Altemps e successivamente ampliata per il papa Gregorio XIII e la famiglia Borghese, la villa vanta una storia legata ad avvenimenti di portata globale. Fu proprio nelle sale di Villa Mondragone che, nel 1582, papa Gregorio XIII promulgò la bolla pontificia Inter gravissimas, la quale introdusse il calendario gregoriano tuttora utilizzato in gran parte del mondo. Successivamente, la struttura divenne sede del Convitto Nobile Mondragone retto dai Gesuiti e oggi è utilizzata come sede di rappresentanza e congressuale dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”. Il patrimonio tuscolano include altre dimore di valore storico e paesaggistico, tra cui Villa Falconieri, ridisegnata nel Seicento da Francesco Borromini con affreschi interni attribuiti a Ciro Ferri e Pietro da Cortona, e Villa Lancellotti, anch’essa immersa in giardini all’italiana con viste panoramiche verso Roma. Non meno rilevanti sono Villa Grazioli e Villa Parisi, che conservano importanti cicli pittorici del XVI e XVII secolo. Percorrere gli itinerari delle Ville Tuscolane durante la prima metà di settembre permette di apprezzare un connubio straordinario tra l’architettura monumentale dei più grandi maestri del Seicento, la progettazione del paesaggio e la storia istituzionale del papato rinascimentale.

Settembre ai Castelli tra vigneti e borghi

Il mese di settembre rappresenta uno dei momenti più favorevoli per visitare l’area dei Castelli Romani. Con la conclusione della stagione estiva e il progressivo calo del flusso turistico di massa, il territorio offre temperature miti, ideali per le attività all’aperto, ed entra nel vivo della sua tradizione agricola legata alla vendemmia. Questo itinerario raccoglie esperienze ed itinerari fruibili nei primi giorni di settembre tra natura, patrimonio storico e cultura enogastronomica. Con l’inizio di settembre, l’attività agricola nei Castelli Romani si concentra sulla raccolta delle uve per la produzione dei vini locali certificati, tra cui il Frascati Superiore DOCG e il Cannellino di Frascati DOCG. La zona collinare che comprende i comuni di Frascati, Grottaferrata, Monte Porzio Catone e Marino è caratterizzata da una secolare vocazione vitivinicola favorita dal terreno di matrice vulcanica, ricco di minerali. Durante questo periodo è possibile percorrere le strade del vino che attraversano i vigneti e visitare le cantine storiche del territorio per assistere alle prime fasi della lavorazione dell’uva e degustare i prodotti dell’annata precedente. Per chi desidera effettuare passeggiate ed escursioni naturalistiche, il Parco Regionale dei Castelli Romani offre una rete di sentieri tracciati gestiti e segnalati dal CAI (Club Alpino Italiano). Tra i percorsi più accessibili figurano: I centri storici della zona vulcanica recuperano a settembre una dimensione più tranquilla e fruibile. Tra i complessi monumentali di maggior rilievo storico e artistico accessibili al pubblico vi sono: Il mese di settembre apre ufficialmente il calendario delle grandi manifestazioni folkloristiche ed enogastronomiche dei Castelli Romani. Tra gli appuntamenti principali che si preparano sul territorio figurano la Sagra del Fungo Porcino a Lariano, legata alla valorizzazione delle risorse boschive locali, e la celebre Sagra dell’Uva di Marino, evento storico istituito nel 1925 dal poeta Leone Ciprelli per celebrare la produzione vinicola locale. Visitare i Castelli Romani all’inizio dell’autunno consente di apprezzare il patrimonio storico e paesaggistico in condizioni climatiche ottimali, fruendo dell’offerta museale e naturalistica al di fuori dei picchi di affollamento festivo.

Tramonto d’estate ai Castelli Romani

Il 31 agosto segna la fine del mese centrale delle vacanze, ma il clima nella zona dei Castelli Romani si mantiene favorevole per frequentare i borghi durante le ore serali. Con il calare delle temperature pomeridiane, le piazze e le affacciate panoramiche dei paesi vulcanici diventano la meta ideale per passeggiate ed aperitivi al tramonto, offrendo una prospettiva privilegiata sulla campagna romana e sul mare Tirreno. I punti panoramici rappresentano la principale attrazione geografica della zona durante l’ora del vespro: Il mese di settembre porta con sé la stagione delle feste di paese e delle sagre legate alla vendemmia e ai prodotti della terra. Visitare i Castelli il 31 agosto permette di vivere il territorio alla vigilia di questi appuntamenti storici. Tra le manifestazioni principali del periodo imminente figurano la Sagra dell’Uva di Marino, evento storico che si tiene tradizionalmente la prima domenica di ottobre con la distribuzione del vino dalle fontane cittadine, e le varie feste dedicate al fungo porcino nel territorio di Lariano. Per organizzare una visita serale senza intoppi al termine del mese, si consigliano le seguenti tappe per un itinerario d’autore: La sera del 31 agosto rappresenta il momento ideale per scoprire la dimensione più autentica di questi luoghi, quando il flusso dei visitatori giornalieri diminuisce e i borghi tornano alla loro scansione di vita quotidiana.

Tuscolo antica: archeologia tra le nubi

Situata sulla cima dell’omonimo monte a oltre 600 metri di altitudine, l’area archeologica di Tusculum rappresenta uno dei siti storici e paesaggistici più suggestivi del territorio dei Castelli Romani. Compresa tra i territori comunali di Monte Porzio Catone, Grottaferrata, Frascati e Rocca di Papa, l’antica città di Tuscolo affonda le sue radici nella preistoria, diventando in epoca romana un centro di primaria importanza culturale, politico-militare e di villeggiatura per l’aristocrazia dell’impero. Origini mitologiche e storia documentata La tradizione latina e le fonti storiografiche classiche attribuiscono la fondazione di Tusculum a Telegono, figlio di Ulisse e della maga Circe, o a Latino Silvio, figura della mitologia albana. Il Parco Archeologico e i monumenti conservati Oggi l’area è tutelata all’interno del Parco Archeologico Culturale di Tuscolo ed è oggetto di campagne di scavo che continuano a riportare alla luce testimonianze del passato urbano. Il valore paesaggistico e panoramico Oltre al valore storico-archeologico, il colle di Tuscolo è rinomato per la sua posizione geografica privilegiata. La visita al sito di Tuscolo offre una testimonianza tangibile della stratificazione millenaria dei Monti Albani, restituendo l’immagine di un centro arcaico capace di dialogare per secoli con le vicende politiche e culturali dell’antica Roma.

Sagra della Porchetta ad Ariccia 2026

I Castelli Romani si preparano a rinnovare uno degli appuntamenti enogastronomici più attesi e storici del territorio laziale. Sta infatti per tornare la celebre Sagra della Porchetta di Ariccia IGP, giunta quest’anno alla sua 73ª edizione. La manifestazione si svolgerà ufficialmente nei giorni 4, 5 e 6 settembre 2026. Per tre intere giornate, il centro storico della cittadina si trasformerà in un grande palcoscenico a cielo aperto dedicato alla celebrazione della tradizione, dell’artigianato agroalimentare e della conviviale cultura locale. Un’eccellenza riconosciuta e tutelata Il cuore pulsante dell’evento è rappresentato dalla Porchetta di Ariccia, un prodotto che nel 2011 ha ottenuto il prestigioso riconoscimento di Indicazione Geografica Protetta (IGP) da parte dell’Unione Europea. La certificazione disciplina in modo rigoroso le fasi di produzione e la zona geografica di lavorazione, garantendo la tracciabilità e la qualità della carne. La preparazione della porchetta segue una ricetta e un metodo di lavorazione artigianale tramandati da generazioni di maestri porchettari ariccini. La carne di maiale, accuratamente selezionata, viene disossata, condita e aromatizzata con sale marino, pepe nero e rosmarino fresco. Viene poi legata con spago e sottoposta a una lenta cottura in forno, processo fondamentale che dura diverse ore e conferisce al prodotto le sue caratteristiche distintive: una crosta croccante esterna, nota localmente come “crosta” o “cotenna”, e una parte interna morbida, succulenta e saporita. Tradiione, cultura e comunità La nascita della Sagra della Porchetta risale al 1950, quando un gruppo di cittadini e produttori locali guidati dall’allora sindaco organizzarono la prima esposizione per valorizzare un’attività economica e culinaria già ampiamente affermata nei decenni precedenti. Da quell’anno, la manifestazione si è consolidata come un punto di riferimento fondamentale per la comunità di Ariccia, richiamando ogni anno decine di migliaia di visitatori provenienti da Roma, dalle altre province del Lazio e da diverse regioni d’Italia. La cornice architettonica che ospita i festeggiamenti è dominata da Piazza della Corte, uno straordinario complesso monumentale progettato nel XVII secolo dall’architetto Gian Lorenzo Bernini su commissione della famiglia Chigi. La piazza, circondata dal Palazzo Chigi e dalla Collegiata di Santa Maria Assunta, diventa il fulcro principale delle attività durante il primo fine settimana di settembre. L’organizzazione dell’evento La struttura logistica dell’evento punta a coniugare la valorizzazione enogastronomica con la vivibilità del borgo storico. Lungo le vie del centro e nella piazza centrale vengono allestiti banchi e stand enogastronomici curati dai produttori locali e dal Consorzio della Porchetta di Ariccia IGP. I visitatori possono degustare la porchetta servita nel tradizionale panino, spesso accompagnata dai pani tipici della zona e dai vini locali dei Castelli Romani, tra cui le denominazioni di origine controllata del territorio circumvicino. Oltre al percorso culinario, l’organizzazione della sagra prevede tradizionalmente un programma culturale accessibile al pubblico che comprende concerti di musica dal vivo, spettacoli itineranti, intrattenimento per famiglie e momenti dedicati all’artigianato e alla storia del luogo. L’imminente appuntamento del 4-6 settembre 2026 conferma Ariccia come una delle capitali della gastronomia laziale, offrendo un’occasione diretta per conoscere la storia e la continuità produttiva di una tradizione plurisecolare.

Ville Tuscolane: fasti del Rinascimento

Il territorio dei Castelli Romani, e in particolare la zona di Frascati, Monte Porzio Catone e Grottaferrata, ospita un patrimonio architettonico di straordinaria rilevanza: le Ville Tuscolane. Questo complesso di dodici dimore patrizie venne edificato tra il XVI e il XVII secolo dalla nobiltà romana e dalle famiglie papali sul luogo in cui in epoca antica sorgevano le villae dell’aristocrazia della Roma repubblicana e imperiale. Nate come residenze estive e luoghi di rappresentanza, queste strutture uniscono l’architettura rinascimentale e barocca con la progettazione di parchi monumentali e giardini all’italiana. L’architettura e la funzione storica La nascita delle Ville Tuscolane si colloca all’interno del fenomeno della “villeggiatura”, promosso dai pontefici e dai cardinali a partire dal Cinquecento. Villa Aldobrandini Nota anche con il nome di Villa Belvedere, Villa Aldobrandini domina la città di Frascati dall’alto ed è uno degli esempi più rappresentativi di residenza rinascimentale del territorio. Villa Torlonia e il parco pubblico Situata anch’essa nel comune di Frascati, Villa Torlonia condivide le medesime origini cinquecentesche, pur avendo subito profonde trasformazioni nel corso dei secoli. Villa Falconieri e le altre dimore tuscolane Il sistema delle Ville Tuscolane comprende diverse altre strutture di rilevanza storico-artistica distribuite sui rilievi circostanti: L’insieme delle Ville Tuscolane testimonia l’evoluzione del gusto architettonico tra il Rinascimento e il Barocco, offrendo una testimonianza tangibile dell’impronta lasciata dalle grandi famiglie romane sul paesaggio dei Castelli Romani.

Sapori d’Autunno ai Castelli Romani

Con il termine dei mesi estivi e l’avvicinarsi del mese di settembre, il territorio dei Castelli Romani si appresta a vivere una nuova stagione di valorizzazione enogastronomica e culturale. Il graduale abbassamento delle temperature e il cambio di colori della vegetazione collinare segnano il consueto passaggio verso le tradizioni autunnali. Questa fase dell’anno vede storicamente protagoniste la filiera dei prodotti del bosco, le colture vitivinicole locali e le rievocazioni storiche che animano i borghi dell’area vulcanica laziale. La stagione dei funghi porcini a Lariano e Velletri Tra le prime risorse del territorio valorizzate al principio dell’autunno figurano i funghi porcini, elemento centrale per la gastronomia locale. Nel comune di Lariano la promozione di questa risorsa si traduce nella Festa del Fungo Porcino e Mostra Mercato, appuntamento che richiama la produzione boschiva locale con spazi espositivi e degustazioni culinarie dedicate. Parallelamente, il territorio di Velletri ospita iniziative storicamente dedicate alla cultura contadina e agricola, come la Festa del Fungo Porcino e Fiera dell’Agricoltura, orientata al connubio tra produzioni del sottobosco e attrezzature per la terra. La raccolta e la lavorazione dei porcini nei Castelli Romani seguono prassi collaudate: i funghi vengono impiegati freschi nelle cucine locali per la preparazione di Primi piatti tradizionali, oppure essiccati e conservati secondo le classiche metodologie di trasformazione. Le manifestazioni dedicate costituiscono un punto di riferimento per l’economia agricola del comprensorio e offrono ai visitatori un’analisi diretta delle varietà presenti nei boschi della catena dei Colli Albani. La Rievocazione Storica a Grottaferrata Nel mese di settembre la cittadina di Grottaferrata dedica un ampio spazio alla valorizzazione del proprio patrimonio storico e memoriale attraverso la Rievocazione Storica della Fiera di Grottaferrata. L’evento richiama le origini mercatali del borgo, storicamente legate alla presenza e alle attività dell’Abbazia Greca di San Nilo, fondata nel 1004. Il programma dell’iniziativa si snoda solitamente all’interno degli spazi contigui all’Abbazia, compresa l’area del Fossato. Tra gli elementi caratterizzanti figurano: I preparativi per la Vendemmia e la Sagra dell’Uva di Marino La chiusura del ciclo delle festività di primo autunno culmina con le celebrazioni per la raccolta dell’uva. A Marino, i mesi di settembre e ottobre sono segnati dai preparativi per la Sagra dell’Uva, manifestazione istituita ufficialmente nel 1925 su iniziativa del poeta Leone Ciprelli. La festa intreccia la tradizione contadina della vendemmia con il ricordo storico della Battaglia di Lepanto del 1571, evento che vide il ritorno in patria del condottiero Marcantonio Colonna. Il programma della manifestazione di Marino si organizza attorno a precisi momenti simbolici e comunitari: L’insieme di queste iniziative traccia una mappa articolata del patrimonio enogastronomico dei Castelli Romani, confermando come l’arrivo della stagione autunnale rappresenti un momento fondamentale per la tutela della memoria storica e la promozione delle eccellenze agroalimentari del territorio.