Tradizione e Gusto ai Castelli: Torna la Sagra della Bruschetta a Cancelliera

ALBANO LAZIALE – Entra nel vivo l’estate ai Castelli Romani con uno degli appuntamenti gastronomici più attesi della stagione. Da venerdì 10 luglio a domenica 12 luglio 2026 prende ufficialmente il via la dodicesima edizione della Sagra della Bruschetta nella frazione di Cancelliera, nel territorio comunale di Albano Laziale. La manifestazione, divenuta ormai un punto di riferimento per la valorizzazione del territorio e delle sue eccellenze agroalimentari, si svilupperà lungo questo fine settimana per poi proseguire con un secondo ciclo di appuntamenti anche nel weekend successivo, offrendo a residenti e visitatori un fitto calendario di eventi culinari e di intrattenimento. Il Territorio e la Cucina Locale Il fulcro operativo e logistico dell’evento è individuato nella suggestiva cornice dei Fontanili di Cancelliera. Quest’area archeologico-industriale e rurale, storicamente legata alla gestione delle risorse idriche e alla vita contadina della zona, si trasforma per l’occasione in un grande salone a cielo aperto. La scelta della location non è casuale: i fontanili rappresentano una memoria storica per la comunità locale e offrono lo spazio ideale per ospitare le strutture temporanee necessarie alla gestione dei flussi di pubblico. Al centro della rassegna si colloca l’apertura degli stand enogastronomici, focalizzati sulla promozione del prodotto che dà il nome alla festa. La bruschetta viene proposta nella sua veste più classica, con pane locale abbrustolito, aglio, olio extravergine d’oliva delle colline romane e pomodoro fresco, ma non mancano varianti basate sull’impiego di altri ingredienti e condimenti tipici della tradizione laziale. Accanto alle bruschette, i banchi offrono una selezione di prodotti culinari del territorio, dai salumi ai formaggi, fino ai piatti caldi della cucina dei Castelli Romani, accompagnati dai vini tipici locali. La filiera corta e l’origine controllata delle materie prime costituiscono i pilastri su cui si fonda l’offerta gastronomica dell’evento. Un Programma tra Musica e Spettacolo La Sagra della Bruschetta non si limita alla dimensione puramente culinaria, ma integra le serate con un programma artistico strutturato per attrarre un pubblico eterogeneo, composto da famiglie, giovani e appassionati delle tradizioni locali. Le tre serate di questo primo fine settimana vedranno l’alternarsi sul palco di diverse espressioni artistiche: Logistica e Organizzazione L’organizzazione logistica della dodicesima edizione della sagra è stata pianificata per garantire l’accessibilità all’area dei Fontanili di Cancelliera. Sono predisposte aree di parcheggio temporanee nelle zone limitrofe per accogliere l’afflusso di automobili proveniente sia dai comuni vicini (come Cecchina, Ariccia e Genzano) sia da Roma. Gli stand gastronomici entrano in funzione a partire dal tardo pomeriggio per proseguire fino a notte inoltrata, consentendo di cenare all’aperto e di assistere gratuitamente agli spettacoli programmati per la serata. La continuità dell’evento, che coprirà anche il fine settimana successivo, testimonia lo sforzo organizzativo profuso per consolidare il ruolo di Cancelliera all’interno del circuito delle sagre estive dei Castelli Romani, coniugando la tutela del patrimonio gastronomico con la promozione della socialità locale.
Stelle e scienza a Rocca Priora: la serata astronomica al Museo Robazza

Il cielo notturno dei Castelli Romani diventa protagonista di un importante appuntamento culturale e scientifico. Sabato 11 luglio 2026, il MuRo | Museo Benedetto RobazzaFai clic per aprire il riquadro laterale per ulteriori informazioni di Rocca Priora ospiterà una speciale serata astronomica dedicata alla scoperta della volta celeste e alla sensibilizzazione su un tema ambientale di forte attualità: la salvaguardia del buio profondo. L’evento, intitolato “L’inquinamento luminoso e la difesa del cielo notturno”, unisce l’approfondimento teorico all’osservazione pratica, offrendo ai partecipanti un’opportunità di confronto guidata da esperti del settore. Rocca Priora, grazie alla sua altitudine che la rende il comune più elevato dell’area dei Castelli Romani, si presta storicamente come un punto di osservazione privilegiato. La minore densità della cappa di calore estiva e la posizione geografica offrono condizioni favorevoli per volgere lo sguardo verso l’alto, lontano dai flussi principali di luce artificiale della pianura e della vicina area metropolitana di Roma. Il tema della serata: la tutela del cielo notturno Al centro dell’iniziativa c’è il focus sull’inquinamento luminoso, un fenomeno in costante crescita che non si limita a ostacolare il lavoro degli astronomi professionisti e degli appassionati della materia, ma ha ripercussioni concrete sull’ecosistema e sul benessere umano. Durante l’incontro divulgativo, verranno analizzati gli impatti che l’eccessiva e scorretta illuminazione artificiale produce sulla fauna notturna, sui ritmi biologici e sulla nostra percezione dello spazio esterno. L’obiettivo dell’appuntamento è duplice: da un lato, fornire al pubblico gli strumenti scientifici per comprendere come le nuove tecnologie e una progettazione illuminotecnica consapevole possano ridurre l’impatto ambientale; dall’altro, restituire il valore culturale del cielo stellato come patrimonio naturale da tuttare e proteggere per le generazioni future. Il programma dell’evento tra divulgazione e osservazione L’iniziativa si svilupperà attraverso due momenti principali, studiati per coinvolgere un pubblico eterogeneo composto da adulti, famiglie, studenti e appassionati: Come partecipare e informazioni utili L’evento si terrà interamente nella giornata di sabato 11 luglio 2026 presso gli spazi del Museo Benedetto Robazza, situato nel borgo di Rocca Priora. La partecipazione a questo genere di iniziative rappresenta anche l’occasione per scoprire il polo museale e le sue collezioni in una veste serale insolita e suggestiva. Dato il carattere divulgativo e l’interesse per le attività legate all’astronomia nel territorio dei Castelli Romani, si consiglia ai visitatori di verificare preventivamente gli orari esatti di inizio della conferenza e le modalità di accesso o eventuale prenotazione direttamente attraverso i canali ufficiali del polo museale o del comune, così da garantire la corretta gestione dei flussi e una fruizione ottimale delle postazioni di osservazione. Per chi sale da Roma o dalle aree limitrofe, l’evento offre inoltre il vantaggio di un clima decisamente più fresco e ventilato rispetto alla pianura.
Estate ai Castelli Romani: 10 Esperienze Outdoor tra Natura e Relax

Il Parco Regionale dei Castelli Romani rappresenta una delle aree verdi più ricche e incontaminate alle porte di Roma. Caratterizzato da una geomorfologia vulcanica, boschi di castagno e laghi craterici, il territorio offre nel periodo estivo un microclima ideale per sfuggire alla calura cittadina. Ecco 10 attività all’aperto verificate, suddivise in base alla tipologia di esperienza desiderata. Attività Sportive e Avventurose 1. Escursione in kayak e SUP sul Lago Albano Il bacino idrico di Castel Gandolfo è un sito di rilevanza sportiva e naturalistica. Le associazioni locali autorizzate gestiscono sessioni guidate o noleggio di kayak e Stand Up Paddle (SUP). L’itinerario classico permette di costeggiare le sponde del lago di origine vulcanica, osservando la vegetazione igrofila e i resti sommersi di palafitte preistoriche e strutture di epoca romana. 2. Trekking sulla Via Sacra del Monte Cavo Per gli appassionati di escursionismo e cammini storici, il tracciato della Via Sacra a Rocca di Papa costituisce un percorso di grande pregio archeologico. La camminata si snoda su un antico basolato romano perfettamente conservato che risale le pendici del Monte Cavo, conducendo fino al punto panoramico noto come “Occhialone”, da cui si gode della vista simultanea sui laghi di Albano e Nemi. 3. Trail running e Mountain Bike sui sentieri del Parco La rete sentieristica del Parco Regionale dei Castelli Romani, costantemente monitorata dall’ente parco e dal CAI, si estende per chilometri collegando i diversi comuni. I sentieri che partono dai Campi d’Annibale (Rocca di Papa) o dalla zona del Vivaro sono ideali per la pratica della mountain bike (MTB) e del trail running, caratterizzati da dislivelli variabili e fondi prevalentemente boschivi. Attività Rilassanti 4. Passeggiata botanica nei giardini di Villa Torlonia a Frascati Villa Torlonia è una delle storiche Ville Tuscolane. Il parco pubblico monumentale che la circonda è accessibile gratuitamente all’aperto. I viali alberati offrono ampie zone d’ombra, e l’attrazione principale è rappresentata dal monumentale Teatro delle Acque, progettato nel XVII secolo, circondato da lecci e fontane monumentali, ideale per una camminata rigenerante a ritmo lento. 5. Birdwatching e camminata perimetrale al Lago di Nemi Il Lago di Nemi, più piccolo e raccolto rispetto al vicino Albano, è circondato da una fitta vegetazione ripariale. Camminare lungo i sentieri pianeggianti che costeggiano il bacino lacustre permette di praticare il birdwatching, identificando specie di avifauna stanziale e migratoria che popolano il canneto. Il percorso è prevalentemente ombreggiato grazie alla presenza dei boschi cedui sovrastanti. 6. Lettura e relax all’ombra nel Parco di Palazzo Chigi ad Ariccia Il Parco Chigi di Ariccia costituisce un raro esempio di “barco” boschivo preservato nei secoli, descritto storicamente dai viaggiatori del Grand Tour. Si tratta di un’area protetta in cui la flora e la fauna autoctone crescono in uno stato di naturalità quasi totale. I sentieri interni, pianeggianti e immersi nella macchia mediterranea e nei castagni, sono perfetti per una sosta rilassante all’aperto sui banchi in pietra o nelle radure. 7. Osservazione astronomica al Parco Astronomico “Livio Gratton” di Rocca di Papa Situato nella frazione del Vivaro, in una zona a basso inquinamento luminoso, il centro gestito dall’Associazione Tuscolana di Astronomia organizza regolarmente nel periodo estivo gli “AstroIncontri”. L’attività prevede sessioni di divulgazione all’aperto sul prato e osservazioni guidate della volta celeste, delle costellazioni e dei pianeti visibili attraverso i telescopi della struttura. Attività da fare in Famiglia 8. Percorsi sospesi nei Parchi Avventura locali Le aree boschive dei Castelli Romani ospitano parchi avventura attrezzati con linee di sicurezza continue per bambini e adulti (come le strutture presenti a Grottaferrata o Monte Porzio Catone). Le attività all’aria aperta prevedono il superamento di ponti tibetani, passerelle oscillanti e tirolienne (carrucole) sospese tra alberi ad alto fusto, suddivisi per livelli di difficoltà in base all’altezza dei partecipanti. 9. Attività di asino-trekking ed educazione ambientale alla Collina degli Asinelli Situata nel territorio di Monte Compatri, questa realtà focalizzata sull’outdoor propone escursioni a passo d’asino dedicate specificamente ai nuclei familiari. I bambini e i genitori possono interagire direttamente con gli animali, strigliandoli e conducendoli alla corda lungo i sentieri pianeggianti del parco, combinando il trekking leggero con laboratori didattici sul rispetto della biodiversità. 10. Picnic e giochi all’aperto nei prati dei Pratoni del Vivaro I Pratoni del Vivaro sono un’ampia vallata pianeggiante situata nel cuore del complesso vulcanico dei Colli Albani. L’area, storicamente nota anche per le discipline equestri, dispone di vasti prati aperti di accesso pubblico circondati da boschi di castagno. È il luogo ideale per le famiglie per organizzare picnic sui prati, praticare giochi dinamici all’aperto in totale sicurezza e osservare i cavalli al pascolo nelle scuderie adiacenti.
Tuscolo: Stelle e Storia sul Pianoro dei Castelli

Il Parco Archeologico Culturale di Tuscolo rappresenta uno dei luoghi più suggestivi e carichi di memoria dell’intera area dei Castelli Romani. Situato su un crinale vulcanico che domina dall’alto la vallata e offre una vista aperta che spazia fino alla città di Roma, questo sito unisce in modo indissolubile la bellezza della natura a una millenaria eredità storica. Con l’arrivo della stagione estiva, il pianoro del Tuscolo si trasforma nel palcoscenico ideale per una forma di frequentazione sempre più apprezzata: l’astro-turismo. Grazie alla sua altitudine e a una parziale protezione dalle luci della pianura sottostante, questa spianata verdeggiante diventa il punto di riferimento per chiunque desideri osservare il cielo notturno e andare a caccia di stelle cadenti, immerso in un’atmosfera sospesa tra passato e presente. Un Osservatorio Naturale Privilegiato L’inquinamento luminoso è uno dei problemi principali per gli amanti dell’astronomia e per chi semplicemente desidera ammirare la volta celeste. Trovare spazi bui a breve distanza dalle grandi aree metropolitane è una sfida complessa. Il pianoro del Tuscolo, tuttavia, offre una favorevole eccezione geomorfologica. Pur trovandosi a pochi chilometri dalla Capitale, la sua conformazione e l’altezza (che supera i 600 metri sopra il livello del mare) permettono di lasciarsi alle spalle la parte più densa della cappa luminosa cittadina. Nelle notti d’estate, quando il cielo è sereno e l’aria si fa più limpida, il buio del parco consente di distinguere chiaramente le principali costellazioni, la scia della Via Lattea e, nei periodi di picco come quello delle Perseidi, le meteore che solcano l’atmosfera. Il contrasto tra il profilo scuro dei resti archeologici e la vastità del cielo stellato crea un impatto visivo straordinario, introvabile nei centri urbani limitrofi. Tra le Rovine dell’Antica Città Latina Ciò che rende unica l’esperienza del Tuscolo non è soltanto la qualità del cielo, ma il contesto storico in cui ci si trova. Il pianoro ospita i resti dell’antica città di Tusculum, una delle più importanti città della Lega Latina, fiera rivale di Roma e successivamente luogo di villeggiatura prediletto dalla nobiltà romana (qui vi nacque Catone il Censore e Cicerone vi costruì una delle sue celebri ville, dove compose le Tusculanae Disputationes). Camminare sui prati archeologici subito prima del tramonto permette di ammirare le strutture dell’antico teatro romano, i resti del foro e le mura ciclopiche dell’acropoli. Quando la luce del sole cede il passo al crepuscolo, le pietre millenarie sembrano assorbire l’oscurità, trasformando il sito archeologico in un salotto culturale a cielo aperto. Organizzare una serata qui significa fondere la divulgazione scientifica con la suggestione storica, immaginando come gli antichi abitanti di queste terre guardassero lo stesso cielo migliaia di anni fa per orientarsi, tracciare i calendari o interrogare gli dei. Come Organizzare la Serata Perfetta Per vivere al meglio una notte sotto le stelle sul pianoro del Tuscolo è fondamentale seguire alcune accortezze pratiche, nel pieno rispetto del luogo e dell’ambiente circostante: Il Tuscolo si conferma così una meta d’elezione per chi cerca una serata romantica, un momento di riflessione culturale o semplicemente un contatto diretto con la natura e la storia, riscoprendo il piacere antico di guardare insù.
Castelli Sotterranei: Il Fascino Nascosto di Lanuvio e Grottaferrata

Quando si pensa ai Castelli Romani, la mente corre subito ai panorami lacustri, alle storiche ville tuscolane o ai profumi delle fraschette. Esiste tuttavia un’altra dimensione, letteralmente nascosta sotto i piedi dei visitatori, capace di raccontare storie millenarie fatte di culti pagani, ingegneria romana e rifugi medievali. Lontano dai flussi turistici più affollati, i borghi di Lanuvio e Grottaferrata custodiscono un patrimonio sotterraneo di straordinario valore. Questo itinerario culturale svela i segreti archeologici meno battuti del territorio, offrendo un viaggio a ritroso nel tempo. Lanuvio: Il Cantinone e i Misteri di Giunone Sospita L’antico borgo di Lanuvio, arroccato su un colle di roccia vulcanica, vanta origini antichissime che precedono la fondazione di Roma. Se in superficie il centro storico si presenta con una splendida veste medievale, caratterizzata da torri in pietra e palazzi nobiliari, il suo vero cuore archeologico si sviluppa nelle viscere della terra. Il punto di partenza di questo viaggio ipogeo è il complesso di Palazzo Colonna. Sotto le fondamenta di questa struttura storica si sviluppano le segrete e, in particolare, l’area conosciuta come Il Cantinone. Questo vasto ambiente sotterraneo, caratterizzato da imponenti volte e gallerie scavate direttamente nel banco tufaceo, è strettamente legato alle strutture dell’antico Santuario di Giunone Sospita, uno dei luoghi di culto più celebri e venerati dell’età romana. Le gallerie del Cantinone non erano semplici magazzini o vie di fuga medievali. Gli studi archeologici hanno confermato che questi ambienti sfruttano in parte i cunicoli drenanti e le cisterne romane realizzate per sostenere i terrazzamenti del tempio soprastante. Camminare all’interno di questi spazi significa toccare con mano l’incredibile perizia ingegneristica degli antichi romani, capaci di scavare la roccia vulcanica per canalizzare le acque e creare fondamenta indistruttibili. Il Cantinone oggi funge anche da spazio espositivo, dove i reperti rinvenuti nell’area archeologica dialogano con la pietra viva delle pareti, restituendo un’atmosfera densa di mistero. Grottaferrata: Le Catacombe di Ad Decimum Spostandosi verso nord lungo la dorsale dei Castelli Romani, si raggiunge Grottaferrata. Nota principalmente per la maestosa Abbazia Greca di San Nilo, la cittadina ospita nel suo territorio una delle testimonianze paleocristiane più importanti e meglio conservate dell’intera area suburbana: le Catacombe di Ad Decimum. Il nome del sito archeologico deriva dalla sua posizione storica, situata esattamente al decimo miglio dell’antica Via Latina. Questo cimitero ipogeo, risalente principalmente al III e IV secolo d.C., rappresenta uno spaccato autentico della vita e della fede delle prime comunità cristiane che abitavano la campagna romana. A differenza delle grandi e spesso affollate catacombe di Roma, l’area di Ad Decimum conserva una dimensione intima e raccolta. Il complesso si snoda attraverso una serie di gallerie scavate nel tufo, dove si possono osservare: La conservazione quasi totale della struttura originaria permette di comprendere appieno la sacralità e la funzionalità di questi luoghi, rimasti protetti dal passaggio dei secoli grazie alla loro collocazione sotterranea. Un Itinerario per Viaggiatori Consapevoli Esplorare i sotterranei di Lanuvio e Grottaferrata richiede uno sguardo curioso e rispettoso. Questo itinerario non offre solo un riparo fresco durante le calde giornate estive, ma rappresenta una chiave di lettura fondamentale per capire come i borghi medievali dei Castelli Romani siano sorti sulle fondamenta, letterali e culturali, delle civiltà precedenti. Dalle imponenti opere di ingegneria romana legate al culto di Giunone a Lanuvio, fino al silenzio devoto delle gallerie paleocristiane di Grottaferrata, il sottosuolo dei Castelli Romani si conferma un tesoro archeologico di inestimabile valore, pronto a rivelarsi a chi sa guardare oltre la superficie.
Torna la Cellittata Larianese: quattro giorni di gusto e tradizione a Lariano

Lariano si prepara a diventare la capitale del gusto dei Castelli Romani. Da domani, giovedì 2 luglio, a domenica 5 luglio, la cittadina ospita la decima edizione della Cellittata Larianese, l’atteso appuntamento estivo dedicato alla valorizzazione della gastronomia locale, della musica e della convivialità in piazza. Con l’arrivo del grande caldo estivo, cresce il desiderio di trovare refrigerio fuori dal caos della Capitale, possibilmente unendo la frescura collinare alla scoperta delle eccellenze culinarie del territorio. La risposta perfetta per questo inizio di luglio arriva da Lariano, dove tutto è pronto per dare il via alla 10ª edizione della Cellittata Larianese. L’evento culinario, che prenderà il via domani, giovedì 2 luglio, e si protrarrà fino a domenica 5 luglio, rappresenta uno dei momenti più significativi per la comunità locale e un’attrazione di primo piano per i visitatori dell’intera area dei Castelli Romani. Al centro della manifestazione c’è la celebrazione di un prodotto simbolo della cucina larianese: i cellitti. Questa pasta tipica della tradizione locale, preparata storicamente con ingredienti semplici come acqua e farina, incarna la memoria storica di un territorio che ha saputo preservare intatte le proprie radici contadine. Durante i quattro giorni di festa, gli stand gastronomici appositamente allestiti saranno il fulcro dell’evento, offrendo a residenti e turisti la possibilità di degustare i cellitti conditi secondo le ricette classiche della tradizione, valorizzando al massimo le materie prime del circondario. Un programma tra gastronomia, artigianato e intrattenimento La Cellittata Larianese non è esclusivamente un percorso di degustazione, ma una vera e propria festa di piazza pensata per coinvolgere un pubblico eterogeneo, dalle famiglie ai gruppi di giovani, fino agli appassionati di tradizioni popolari. L’area dell’evento sarà arricchita da una vasta esposizione di stand che non includeranno solo le proposte food, ma daranno spazio anche all’artigianato locale e ai prodotti tipici del territorio, offrendo una vetrina d’eccezione alle realtà produttive della zona. L’intrattenimento musicale costituirà l’altro grande pilastro delle quattro serate. Ogni giorno, a partire da domani e per tutto il fine settimana, il programma civile della manifestazione prevede spettacoli dal vivo, concerti e performance musicali pensate per accompagnare le cene all’aperto e prolungare le serate sotto il cielo estivo dei Castelli Romani. L’obiettivo degli organizzatori, giunti all’importante traguardo della decima edizione, è quello di unire la promozione del patrimonio culinario a momenti di svago e aggregazione sociale in un’atmosfera accogliente e festosa. Informazioni utili per la visita Per chi intende partecipare alla manifestazione, le date da segnare in agenda vanno da giovedì 2 luglio a domenica 5 luglio. Gli stand gastronomici e l’area espositiva saranno operativi ogni sera, garantendo un’ampia offerta culinaria basata sui cellitti larianesi e su altre specialità locali. Lariano, facilmente raggiungibile sia da Roma che dagli altri comuni dei Castelli Romani, offre ampie possibilità di parcheggio nelle aree limitrofe al centro cittadino, dove si concentreranno le attività e il palco principale per gli spettacoli musicali. L’ingresso all’area della festa e l’accesso agli spettacoli musicali sono gratuiti, mentre le consumazioni presso gli stand gastronomici saranno gestite direttamente in loco. Partecipare alla Cellittata rappresenta un’ottima occasione non solo per assaggiare un piatto unico nel panorama laziale, ma anche per sostenere la conservazione delle tradizioni storiche e culturali di Lariano.
Festa a Rocca di Papa

ROCCA DI PAPA, 29 giugno 2026 – Tutto pronto nel cuore dei Castelli Romani per l’inizio del “Rocca Festival 2026”. L’attesa manifestazione prenderà il via questo fine settimana, da venerdì 3 a domenica 5 luglio, offrendo tre serate consecutive di intrattenimento, appuntamenti musicali e proposte gastronomiche. Lo scenario principale dell’evento sarà Piazza della Repubblica, lo spazio urbano centrale che per l’occasione si trasformerà in un punto di ritrovo per cittadini, visitatori e turisti. Il festival nasce con l’obiettivo di valorizzare la socialità e l’intrattenimento estivo all’aperto, unendo la tradizione locale della convivialità a un programma di spettacoli dal vivo pensato per un pubblico eterogeneo. Le tre giornate vedranno un’alternanza di generi artistici e attività, spaziando dalla musica partecipativa alla danza, fino ai tradizionali giochi di piazza, il tutto completato dalla presenza costante di stand enogastronomici operativi per l’intera durata della kermesse. Il Programma delle Tre Serate L’apertura ufficiale del festival è prevista per la serata di venerdì 3 luglio. Il debutto sul palco di Piazza della Repubblica sarà dedicato alla musica dal vivo e al coinvolgimento diretto del pubblico. Il programma prevede infatti una serata interamente incentrata sul karaoke e sull’intrattenimento musicale, guidata dall’artista Manuel Vicini. L’appuntamento consentirà ai presenti di ascoltare esecuzioni dal vivo e di partecipare in prima persona alle attività di canto condiviso, inaugurando la manifestazione sotto l’insegna della leggerezza e della partecipazione popolare. La giornata di sabato 4 luglio vedrà come protagonista l’arte della danza. Il palco centrale ospiterà lo spettacolo coreutico curato dall’Associazione Sportiva Dilettantistica (ASD) Soul Dance. L’esibizione metterà in mostra il lavoro svolto dagli allievi e dai professionisti della scuola locale, proponendo una serie di coreografie appositamente studiate per l’evento estivo, offrendo al pubblico una serata all’insegna del movimento, del ritmo e dell’espressione corporea. Il festival si concluderà nella giornata di domenica 5 luglio con un doppio appuntamento che legherà il pomeriggio alla sera. Le attività pomeridiane saranno incentrate sulla riscoperta delle tradizioni locali attraverso lo svolgimento dei classici giochi popolari. Questo momento di aggregazione, rivolto a grandi e piccoli, farà da preludio alla chiusura musicale del festival. In serata, infatti, i riflettori si accenderanno sul concerto di una cover band dedicata a Vasco Rossi, che riproporrà i più noti successi del celebre cantautore italiano per l’atto finale della manifestazione. Gastronomia e Logistica sul Territorio Un elemento fondamentale dell’offerta del Rocca Festival 2026 sarà la presenza degli stand enogastronomici allestiti direttamente all’interno dell’area della festa. Gli spazi dedicati al cibo e alle bevande rimarranno attivi per tutte e tre le serate, consentendo ai visitatori di cenare o consumare spuntini all’aperto durante gli spettacoli. La proposta culinaria punterà sulla valorizzazione dei prodotti del territorio e sulla praticità del cibo di strada, garantendo un servizio continuo di ristorazione per supportare l’afflusso di pubblico previsto. Al fine di garantire il corretto svolgimento delle attività in Piazza della Repubblica e tutelare l’incolumità dei partecipanti, le autorità cittadine hanno predisposto le necessarie misure logistiche per la gestione della viabilità e della sicurezza nell’area del centro storico durante il fine settimana. Le modifiche temporanee alla circolazione stradale consentiranno un accesso pedonale sicuro a tutta l’area dell’evento per l’intera durata delle tre serate.
Gusto e Tradizione a Velletri: Torna la Festa della Birra e della Pizza

Il centro storico di Velletri si conferma il cuore pulsante dell’estate nei Castelli Romani grazie a uno degli appuntamenti gastronomici più attesi e frequentati della stagione: la Festa della Birra e della Pizza. La manifestazione, che anima le serate estive della cittadina laziale, rappresenta un connubio perfetto tra la valorizzazione dei prodotti tipici del territorio, l’arte della panificazione e l’intrattenimento all’aria aperta. L’evento si svolge tradizionalmente nella cornice di Piazza Cairoli, uno degli spazi urbani più ampi e centrali del comune, capace di accogliere un grande afflusso di cittadini, visitatori e turisti provenienti dai comuni limitrofi e dalla capitale. L’obiettivo principale della manifestazione è la celebrazione di due elementi cardine della convivialità popolare: la pizza artigianale e la birra di qualità. Per l’occasione, l’intera piazza viene trasformata in un grande salone del gusto all’aperto, dove vengono allestite strutture temporanee, forni mobili e stand espositivi gestiti direttamente dai maestri pizzaioli del territorio e da distributori selezionati. Questa formula permette di accorciare le distanze tra produttore e consumatore, offrendo un’esperienza culinaria che punta tutto sulla freschezza e sull’autenticità delle materie prime. La proposta gastronomica è strutturata per soddisfare un pubblico eterogeneo e attento. I forni a legna e i forni elettrici professionali installati in piazza lavorano a pieno ritmo per garantire la preparazione di pizze sfornate sul momento. I visitatori possono scegliere tra le versioni più classiche e irrinunciabili della tradizione italiana, come la margherita e la marinara, e varianti condite con ingredienti tipici dell’area dei Castelli Romani, dai formaggi locali ai salumi artigianali. Negli ultimi anni, l’organizzazione ha mostrato una crescente sensibilità verso le esigenze alimentari contemporanee, dedicando apposite aree e cucine alla preparazione e alla somministrazione di pizze e prodotti interamente privi di glutine, garantendo così la massima sicurezza per i soggetti celiaci. Ad accompagnare i piatti, i banchi dedicati alle bevande offrono una vasta selezione di birre. Accanto ai marchi più noti e commerciali, pensati per il grande pubblico, la festa riserva ampio spazio alle produzioni artigianali. Le spine presenti consentono di scoprire e degustare diverse tipologie di fermentazione, dalle birre bionde, leggere e dissetanti, particolarmente adatte al clima estivo, fino alle birre ambrate, rosse o scure, caratterizzate da note maltate e luppolate più intense. I banchieri e i sommelier presenti agli stand guidano spesso il pubblico nella scelta del perfetto abbinamento tra la pizza ordinata e lo stile di birra nel bicchiere. Oltre all’aspetto prettamente culinario, la Festa della Birra e della Pizza si caratterizza per il suo ricco programma di intrattenimento collaterale, pensato per trattenere il pubblico anche dopo la cena. L’atmosfera è resa festosa e dinamica grazie alla presenza di elementi dello spettacolo dal vivo. Le serate sono scandite da concerti gratuiti che vedono alternarsi sul palco principale band locali, formazioni emergenti e tribute band dedicate ai grandi nomi della musica italiana e internazionale. Non mancano inoltre momenti dedicati all’animazione per i più piccoli e alle performance degli artisti di strada, che trasformano le vie adiacenti alla piazza in un teatro a cielo aperto. L’organizzazione logistica dell’evento prevede un piano coordinato per la sicurezza e la viabilità, con aree parcheggio dedicate e modifiche temporanee al traffico nel centro storico per permettere il transito pedonale in totale tranquillità. Il successo della manifestazione risiede proprio in questa formula consolidata: unire la qualità dell’offerta gastronomica locale alla bellezza architettonica di Velletri, creando un’occasione di socialità, cultura e rilancio economico per le attività commerciali del centro urbano.
Arrosticini a Frattocchie

MARINO (FRATTOCCHIE), 24 giugno 2026 – Tutto pronto nel cuore dei Castelli Romani per l’ottava edizione della Sagra dell’Arrosticino. L’attesissimo appuntamento enogastronomico e culturale prenderà il via questo fine settimana in Piazza dei Trattati di Roma, trasformando la frazione marinese nel fulcro di un gemellaggio culinario unico tra le tradizioni popolari dell’Abruzzo e quelle del Lazio. La manifestazione, giunta al suo ottavo anno di vita, si conferma come uno dei momenti più attesi della stagione estiva del territorio, capace di richiamare visitatori da tutta la provincia di Roma. Al centro dei festeggiamenti vi sarà la valorizzazione del prodotto abruzzese per eccellenza, l’arrosticino di pecora, cucinato rigorosamente secondo i metodi tradizionali su apposite canaline e brace ardente. La combinazione con la cultura enogastronomica laziale e i vini tipici dei Castelli Romani darà vita a un connubio di sapori consolidato nel tempo. Enogastronomia e Tradizione in Piazza Piazza dei Trattati di Roma a Frattocchie è stata scelta come lo scenario ideale per ospitare i numerosi stand espositivi e le aree ristoro dedicate alla clientela. L’allestimento è progettato per garantire una gestione fluida dei flussi di visitatori, offrendo ampi spazi per la degustazione all’aperto. Gli organizzatori hanno confermato che la qualità delle materie prime rimarrà il punto cardine dell’intera manifestazione, con una selezione accurata di carni provenienti direttamente dalle filiere controllate e una ricca proposta di contorni e specialità laziali. L’incontro culinario tra Abruzzo e Lazio non si limiterà alla sola offerta gastronomica, ma rappresenterà una vera e propria occasione di scambio culturale tra territori limitrofi, storicamente legati da flussi migratori e transumanze. I visitatori avranno l’opportunità di assaporare non solo i classici spiedini di pecora, ma anche altre prelibatezze tipiche dello street food locale, accompagnate dal vino dei produttori di Marino. Un Ricco Programma Musicale e Concerti Serali Oltre alla componente culinaria, l’evento offrirà un fitto calendario di intrattenimento musicale per accompagnare le serate del fine settimana. Gli spettacoli dal vivo, previsti sul palco principale allestito all’interno della piazza, copriranno diversi generi musicali per soddisfare un pubblico eterogeneo composto da famiglie, giovani e appassionati. Tra gli appuntamenti di maggior rilievo già confermati, spicca l’attesa esibizione di una cover band interamente dedicata a Renato Zero. Lo spettacolo proporrà una scaletta dei più grandi successi del cantautore romano, ripercorrendo le tappe fondamentali della sua straordinaria carriera musicale attraverso arrangiamenti fedeli e costumi di scena. Le serate saranno ulteriormente animate da appuntamenti interamente incentrati sulla musica revival degli anni ’90. DJ set e band specializzate faranno rivivere i successi dance, pop e rock di quel decennio, trasformando la piazza in una grande pista da ballo all’aperto e garantendo un’atmosfera festosa e coinvolgente fino alla conclusione delle attività programmate. Logistica e Sicurezza dell’Evento Per garantire il corretto svolgimento della manifestazione e la sicurezza di tutti i partecipanti, le autorità locali e gli organizzatori hanno predisposto un apposito piano viario e di sicurezza. L’area circostante Piazza dei Trattati di Roma subirà alcune modifiche temporanee alla circolazione e alla sosta dei veicoli per consentire l’accesso pedonale in totale sicurezza. Sono state inoltre individuate apposite aree di parcheggio nelle vicinanze per accogliere l’afflusso di visitatori previsto per l’intero fine settimana.
La Notte di San Giovanni: Riti e Magie tra i Boschi dei Castelli Romani

La notte tra il 23 e il 24 giugno, in concomitanza con il solstizio d’estate, rappresenta da secoli un momento di passaggio cruciale nella cultura popolare europea e, in modo particolare, nelle tradizioni dei Castelli Romani. Conosciuta storicamente come la “Notte delle Streghe” o la vigilia di San Giovanni, questa ricorrenza fonde elementi sacri e credenze profane, legate ai cicli della natura, all’agricoltura e al potere curativo delle piante. Nei borghi che sorgono sui Colli Albani, l’arrivo di questa notte richiamava antichi rituali volti a proteggere i raccolti, a scacciare le negatività e a propiziare la fertilità della terra. Il legame tra i Castelli Romani e i riti del solstizio affonda le radici nella conformazione stessa del territorio, caratterizzato da fitti boschi, laghi vulcanici e una vegetazione rigogliosa. Località come Nemi, storicamente legata al culto della dea Diana e alla sacralità dei suoi boschi, o le aree rurali e boscose intorno a Rocca di Papa e ai piedi del Monte Cavo, sono state per generazioni i luoghi ideali per la raccolta delle erbe spontanee, elemento centrale di questa festività. Secondo la tradizione popolare, durante la notte del 23 giugno gli elementi naturali raggiungono il massimo della loro forza e della loro energia vitale. Il fulcro dei rituali della vigilia è la raccolta delle cosiddette “erbe di San Giovanni”. Le popolazioni locali si addentravano nei prati e nei sentieri boschivi al tramonto per raccogliere piante specifiche, alle quali venivano attribuite proprietà protettive e curative. Tra queste, la più importante è l’iperico, chiamato non a caso “erba di San Giovanni”. Questa pianta dai fiori gialli, che fiorisce proprio in questo periodo dell’anno, veniva appesa fuori dalle porte delle case o sui balconi per proteggere le abitazioni e gli abitanti dalle influenze negative e dagli spiriti maligni (le “streghe”, personificazione delle avversità atmosferiche e dei mali che potevano colpire il raccolto). Insieme all’iperico, la raccolta comprendeva anche la ruta, la menta, la salvia, il rosmarino e la lavanda. Un altro rito fondamentale, ancora parzialmente praticato per memoria storica nelle comunità dei Castelli, è la preparazione dell’acqua di San Giovanni. Le erbe raccolte durante il tramonto del 23 giugno venivano immerse in un catino d’acqua e lasciate all’aperto per l’intera notte, esposte alla rugiada del mattino. La credenza popolare riteneva che la rugiada di questa notte specifica avesse il potere di benedire l’acqua, caricandola delle proprietà benefiche delle piante. Il mattino del 24 giugno, i membri della famiglia usavano quest’acqua profumata per lavarsi il viso e le mani, in un rituale di purificazione che simboleggiava la salute, la bellezza e la protezione dalle malattie per l’anno a venire. Accanto all’uso delle erbe, la notte del 23 giugno era caratterizzata dall’accensione dei fuochi artificiali o di piccoli falò controllati nelle campagne. Il fuoco, simbolo solare per eccellenza, serviva a dare simbolicamente forza al sole che, a partire dal solstizio, cominciava la sua parabola discendente accorciando le giornate. Oggi queste tradizioni sopravvivono principalmente attraverso rievocazioni storiche, eventi culturali nei musei locali e passeggiate naturalistiche guidate, organizzate per far riscoprire ai residenti e ai visitatori l’immenso patrimonio etnobotanico e folkloristico del Parco Regionale dei Castelli Romani, custode di un passato in cui uomo e natura camminavano strettamente uniti.