Marino, fine settembre 2025 — Quest’anno la città di Marino vive un’edizione memorabile della sua Sagra dell’Uva: si tratta della festa del centenario, un traguardo che sancisce quanto questa manifestazione sia diventata nel tempo non solo un appuntamento folkloristico, ma un simbolo identitario, culturale ed economico per tutta la comunità.
Origini e significato
La Sagra dell’Uva nacque nel 1925 grazie all’intuizione del poeta Leone Ciprelli. L’intento era duplice: celebrare la ricchezza dei vigneti locali e al tempo stesso ricordare la Battaglia di Lepanto del 7 ottobre 1571, in cui le flotte cristiane guidate da Marcantonio Colonna riportarono una storica vittoria. Da allora, ogni anno, la città rinnova questa doppia memoria: quella della fede e della storia da una parte, quella della vendemmia e del vino dall’altra.
Si tratta della più antica sagra d’Italia dedicata all’uva e al vino, che in cento anni ha attraversato epoche storiche, guerre, boom economici, crisi e trasformazioni sociali, restando sempre un punto fermo per la popolazione.
Il Centenario: date, luoghi e programma
L’edizione del centenario si svolge dal 26 settembre al 6 ottobre 2025 e trasforma l’intero centro storico di Marino in un palcoscenico diffuso. Vie, piazze, chiese e palazzi diventano cornice di eventi che mescolano devozione religiosa, spettacolo, tradizione e gusto.
Tra gli appuntamenti più significativi:
- Il Corteo Storico: centinaia di figuranti in costume rievocano i fasti del passato legati alla famiglia Colonna, con sfilate che attraversano le principali strade cittadine.
- Il Miracolo delle Fontane che danno vino: simbolo della festa, le fontane del centro smettono per qualche ora di zampillare acqua per riversare vino, tra la gioia dei cittadini e l’incredulità dei visitatori.
- Le degustazioni enogastronomiche: le vie si riempiono di stand dedicati ai prodotti tipici dei Castelli Romani, con protagonisti i vini locali accompagnati da salumi, formaggi, pane e dolci tradizionali.
- Spettacoli e concerti: nelle serate della festa sono previsti concerti live, performance teatrali, DJ set e spettacoli per famiglie. Le piazze diventano spazi di intrattenimento per tutte le età.
- Visite guidate e percorsi culturali: oltre alle celebrazioni, il pubblico può partecipare a visite guidate nei sotterranei, nei siti archeologici e nei musei della città, con aperture straordinarie per l’occasione.
L’apertura ufficiale del programma è stata presentata il 16 settembre 2025 all’interno del Palazzo Colonna, sede del Comune, alla presenza delle autorità e delle associazioni coinvolte.
Valore culturale e comunitario
La Sagra dell’Uva non è solo un evento enogastronomico, ma un rito collettivo che coinvolge l’intera popolazione di Marino. Le famiglie preparano i balconi con drappi e decorazioni, le associazioni locali collaborano all’organizzazione, le scuole partecipano con progetti didattici dedicati alla storia e alle tradizioni.
Dal punto di vista culturale, l’edizione del centenario è arricchita da spettacoli di videomapping sulle facciate dei palazzi, rievocazioni teatrali, mostre fotografiche e incontri di approfondimento sul vino dei Castelli Romani, un prodotto che rappresenta da secoli una delle eccellenze del territorio.
Turismo e ricadute economiche
La festa del centenario richiama migliaia di visitatori, provenienti non solo dai Castelli Romani e da Roma, ma anche dal resto d’Italia e dall’estero. Questo afflusso porta benefici diretti a ristoranti, alberghi, cantine e attività commerciali, diventando un motore importante per l’economia locale.
Il vino, protagonista assoluto, diventa ambasciatore della città e strumento di promozione turistica. In questi giorni, Marino si propone come capitale del gusto e della convivialità, rafforzando la sua immagine di città legata alla tradizione ma capace di guardare al futuro.
Le sfide di un evento secolare
Organizzare una festa di tali dimensioni comporta inevitabilmente delle sfide. Tra queste, la gestione della sicurezza in occasione di eventi di grande affluenza come il “miracolo delle fontane”, l’equilibrio tra tradizione e innovazione per non snaturare l’identità della sagra, e l’attenzione alla sostenibilità, con iniziative volte a ridurre l’impatto ambientale e a migliorare la raccolta dei rifiuti.









