IMMAGINE DI CASTEL GANDOLFO

Morsa di maltempo sull’Italia Centrale: piogge battenti sul Tirreno e neve in Appennino

ROMA – La seconda decade di febbraio si apre sotto il segno di una spiccata instabilità meteorologica che sta colpendo duramente le regioni del Centro Italia. Una vasta area di bassa pressione, alimentata da correnti umide di origine atlantica, sta transitando sulla nostra Penisola, portando con sé un carico di precipitazioni diffuse, forti venti di Libeccio e un sensibile abbassamento delle temperature sui rilievi.

La situazione nelle Regioni Tirreniche

Fin dalle prime ore del mattino di questo martedì 10 febbraio, il Lazio e la Toscana sono stati investiti da un fronte perturbato piuttosto organizzato. A Roma, la mattinata è stata caratterizzata da cieli plumbei e piogge intermittenti che hanno causato i consueti rallentamenti al traffico urbano, specialmente nei quadranti settentrionali della Capitale. Le coste del viterbese e del litorale romano sono sferzate da venti sostenuti, con mareggiate che lambiscono le strutture balneari.

In Toscana, la situazione appare ancora più complessa. Le province di Pisa e Livorno registrano cumulati di pioggia significativi, mentre verso l’interno la nuvolosità compatta non lascia spazio a schiarite. La protezione civile regionale monitora con attenzione i corsi d’acqua minori, gonfiati dalle precipitazioni ininterrotte delle ultime ore.

Focus Umbria: fiumi sotto osservazione e isolamento montano

L’Umbria sta risentendo pesantemente della perturbazione atlantica. cLa pioggia cade incessantemente da oltre dodici ore, saturando i terreni agricoli della Valle Umbra e del comprensorio ternano. A Perugia, il brusco calo della visibilità dovuto alle nubi basse ha reso difficoltosa la circolazione lungo la E45, mentre nel centro storico le raffiche di vento hanno causato il distacco di alcuni rami e la caduta di segnaletica provvisoria.

La preoccupazione maggiore riguarda però il reticolo idrografico minore. Il monitoraggio dei livelli del fiume Tevere e del Chiascio è costante: sebbene la situazione sia al momento sotto controllo, le autorità locali hanno attivato i presidi territoriali per prevenire eventuali esondazioni nelle aree golenali.

Nelle zone interne dell’Appennino umbro-marchigiano, lo scenario è decisamente più invernale. Tra Gualdo Tadino e Norcia, la pioggia si è trasformata in neve già intorno ai 1300 metri, imbiancando le cime dei Monti Sibillini. A Castelluccio di Norcia la colonnina di mercurio è scesa vicina allo zero, regalando un’atmosfera suggestiva ma complicando i collegamenti stradali. Alcuni comuni montani segnalano piccoli smottamenti lungo le arterie secondarie a causa del dilavamento, con le squadre di soccorso stradale già operative per liberare le carreggiate da detriti e fango.

Neve e quote medie in Abruzzo

Spostandosi ulteriormente verso est, l’Abruzzo vive una giornata di attesa e preparazione. Se nelle valli e nei centri urbani la pioggia è la protagonista assoluta, la situazione cambia radicalmente superati i 1600 metri di quota. La dorsale abruzzese sta ricevendo nuovi apporti nevosi, una boccata d’ossigeno per le stazioni sciistiche che vedono finalmente il paesaggio imbiancarsi in modo consistente.

A L’Aquila, la temperatura massima non ha superato i 9°C, confermando il calo termico previsto. Le autorità raccomandano prudenza sui passi montani, dove vige l’obbligo di dotazioni invernali.

Il bollettino e le previsioni per le prossime ore

Secondo i dati forniti dai principali centri meteorologici, il maltempo non mollerà la presa nel breve termine. Per la serata e la notte tra martedì e mercoledì è atteso un ulteriore peggioramento:

  • Lazio: Estensione dei temporali verso l’entroterra pontino.
  • Umbria: Persistenza di piogge deboli ma costanti su tutto il territorio regionale, con nevicate in calo fino a 1100 metri durante la notte.
  • Venti: Le raffiche di Libeccio resteranno intense lungo il versante tirrenico, rendendo i mari agitati.

Gli esperti spiegano che questa configurazione è frutto di un indebolimento del vortice polare. Sebbene le temperature restino in media, l’estrema variabilità preoccupa per il rischio idrogeologico. La cittadinanza è invitata a consultare i bollettini ufficiali e a limitare gli spostamenti non necessari nelle zone montuose.

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