Quando si pensa ai Castelli Romani, la mente corre subito ai panorami lacustri, alle storiche ville tuscolane o ai profumi delle fraschette. Esiste tuttavia un’altra dimensione, letteralmente nascosta sotto i piedi dei visitatori, capace di raccontare storie millenarie fatte di culti pagani, ingegneria romana e rifugi medievali. Lontano dai flussi turistici più affollati, i borghi di Lanuvio e Grottaferrata custodiscono un patrimonio sotterraneo di straordinario valore. Questo itinerario culturale svela i segreti archeologici meno battuti del territorio, offrendo un viaggio a ritroso nel tempo.
Lanuvio: Il Cantinone e i Misteri di Giunone Sospita
L’antico borgo di Lanuvio, arroccato su un colle di roccia vulcanica, vanta origini antichissime che precedono la fondazione di Roma. Se in superficie il centro storico si presenta con una splendida veste medievale, caratterizzata da torri in pietra e palazzi nobiliari, il suo vero cuore archeologico si sviluppa nelle viscere della terra.
Il punto di partenza di questo viaggio ipogeo è il complesso di Palazzo Colonna. Sotto le fondamenta di questa struttura storica si sviluppano le segrete e, in particolare, l’area conosciuta come Il Cantinone. Questo vasto ambiente sotterraneo, caratterizzato da imponenti volte e gallerie scavate direttamente nel banco tufaceo, è strettamente legato alle strutture dell’antico Santuario di Giunone Sospita, uno dei luoghi di culto più celebri e venerati dell’età romana.
Le gallerie del Cantinone non erano semplici magazzini o vie di fuga medievali. Gli studi archeologici hanno confermato che questi ambienti sfruttano in parte i cunicoli drenanti e le cisterne romane realizzate per sostenere i terrazzamenti del tempio soprastante. Camminare all’interno di questi spazi significa toccare con mano l’incredibile perizia ingegneristica degli antichi romani, capaci di scavare la roccia vulcanica per canalizzare le acque e creare fondamenta indistruttibili. Il Cantinone oggi funge anche da spazio espositivo, dove i reperti rinvenuti nell’area archeologica dialogano con la pietra viva delle pareti, restituendo un’atmosfera densa di mistero.
Grottaferrata: Le Catacombe di Ad Decimum
Spostandosi verso nord lungo la dorsale dei Castelli Romani, si raggiunge Grottaferrata. Nota principalmente per la maestosa Abbazia Greca di San Nilo, la cittadina ospita nel suo territorio una delle testimonianze paleocristiane più importanti e meglio conservate dell’intera area suburbana: le Catacombe di Ad Decimum.
Il nome del sito archeologico deriva dalla sua posizione storica, situata esattamente al decimo miglio dell’antica Via Latina. Questo cimitero ipogeo, risalente principalmente al III e IV secolo d.C., rappresenta uno spaccato autentico della vita e della fede delle prime comunità cristiane che abitavano la campagna romana.
A differenza delle grandi e spesso affollate catacombe di Roma, l’area di Ad Decimum conserva una dimensione intima e raccolta. Il complesso si snoda attraverso una serie di gallerie scavate nel tufo, dove si possono osservare:
- Loculi: Le nicchie rettangolari destinate alla sepoltura dei defunti, originariamente chiuse da tegole in terracotta o lastre di marmo.
- Arcosoli: Tombe sormontate da una nicchia ad arco, spesso destinate a famiglie facoltose o a figure di rilievo della comunità.
- Iscrizioni e Simboli: Graffiti e brevi epigrafi funerarie che riportano i nomi dei defunti, accompagnati dai classici simboli dell’iconografia paleocristiana, come l’ancora, il pesce e la colomba.
La conservazione quasi totale della struttura originaria permette di comprendere appieno la sacralità e la funzionalità di questi luoghi, rimasti protetti dal passaggio dei secoli grazie alla loro collocazione sotterranea.
Un Itinerario per Viaggiatori Consapevoli
Esplorare i sotterranei di Lanuvio e Grottaferrata richiede uno sguardo curioso e rispettoso. Questo itinerario non offre solo un riparo fresco durante le calde giornate estive, ma rappresenta una chiave di lettura fondamentale per capire come i borghi medievali dei Castelli Romani siano sorti sulle fondamenta, letterali e culturali, delle civiltà precedenti.
Dalle imponenti opere di ingegneria romana legate al culto di Giunone a Lanuvio, fino al silenzio devoto delle gallerie paleocristiane di Grottaferrata, il sottosuolo dei Castelli Romani si conferma un tesoro archeologico di inestimabile valore, pronto a rivelarsi a chi sa guardare oltre la superficie.









