IMMAGINE DI CASTEL GANDOLFO

Un Ospite Inatteso a Cinque Cerchi: Il Cane Lupo che ha Conquistato la Pista di Fondo

19 Febbraio 2026

Le Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026 ci hanno regalato finora record mondiali, trionfi azzurri e storie di incredibile resilienza atletica. Tuttavia, l’immagine che probabilmente resterà più impressa nella memoria collettiva di questa edizione non appartiene a un atleta in carne e ossa, ma a un magnifico esemplare di Cane Lupo Cecoslovacco. Durante le qualificazioni della staffetta sprint femminile di sci di fondo, tenutesi mercoledì 18 febbraio presso lo Stadio del Fondo di Tesero, in Val di Fiemme, il protocollo olimpico è stato letteralmente travolto dalla spontaneità della natura.

Il Blitz di Nazgul

Mentre le atlete spingevano al massimo sui bastoncini per guadagnarsi un posto in finale, un’ombra grigia è sbucata improvvisamente dai bordi del tracciato. Non si trattava di un lupo selvatico, come inizialmente temuto dai giudici di gara in un momento di comprensibile panico, ma di Nazgul, un giovane cane lupo di due anni. Con un’eleganza che non aveva nulla da invidiare a quella degli sciatori, l’animale ha imboccato il rettilineo finale, correndo a fianco della fondista croata Tena Hadzic.

L’episodio ha regalato un momento di puro surrealismo: il cane, attirato probabilmente dal movimento frenetico della telecamera mobile che scorre lungo la pista (il cosiddetto “camera car”), ha tagliato il traguardo con un tempismo perfetto, venendo persino immortalato dai precisissimi sistemi di fotofinish della Omega.

La proprietaria, l’ex fondista Alice Varesco, ha scoperto la “fuga d’amore” del suo Nazgul direttamente in televisione. Il cane, evidentemente troppo entusiasta per restare a guardare i Giochi dal divano di casa, era riuscito a scappare dal giardino per seguire quella folla e quel clima di festa che sentiva così vicino. Fortunatamente, l’incursione non ha causato incidenti né ha invalidato la gara: Nazgul è stato recuperato in pochi minuti dagli addetti alla sicurezza, ricevendo carezze invece di sanzioni.


Non Solo Sci: Quando lo Sport Diventa uno Zoo

L’incursione di Nazgul entra di diritto nell’antologia delle “invasioni di campo” più celebri e simpatiche della storia dello sport. Gli animali, si sa, non rispettano i confini delle linee bianche o delle transenne, portando spesso una ventata di leggerezza (o di caos) in contesti altamente competitivi.

Il Randagio di Cile ’62

Uno degli episodi più iconici risale ai Mondiali di calcio del 1962, durante il quarto di finale tra Brasile e Inghilterra. Un cane randagio entrò in campo eludendo la sorveglianza. Mentre il leggendario Garrincha e i suoi compagni cercavano di catturarlo senza successo, fu l’inglese Jimmy Greaves a riuscirci, mettendosi carponi per attirarlo. Il cane, per tutta risposta, gli urinò sulla maglia. La leggenda narra che Garrincha fu così divertito dall’episodio che decise di adottare l’animale portandolo con sé in Brasile.

Il Gatto di Anfield

Più recentemente, nel 2012, un gatto soriano divenne una star mondiale dopo aver invaso il prato di Anfield durante un match tra Liverpool e Tottenham. Il felino corse per diversi metri prima di sedersi tranquillamente vicino alla porta difesa da Brad Friedel. In pochi minuti nacque l’account Twitter “Anfield Cat”, che raccolse decine di migliaia di follower in poche ore, dimostrando come la rete ami l’imprevisto a quattro zampe.

Martore e Altri “Disturbatori”

In Svizzera, nel 2013, una faina (o martora) interruppe una partita tra Thun e Zurigo. Non fu un’invasione pacifica come quella di Nazgul: l’animaletto, spaventato, morse il giocatore Loris Benito che tentava di catturarlo, prima che il portiere, munito di guanti protettivi, riuscisse a portarlo fuori dal campo.

In altri sport, abbiamo visto canguri attraversare piste automobilistiche in Australia, api costringere tennisti del calibro di Alcaraz alla fuga (Indian Wells 2024), e persino alligatori passeggiare indisturbati sui green dei campi da golf in Florida.

Che sia per fame di gloria (come Nazgul) o per semplice curiosità, le invasioni animali ci ricordano che, nonostante la tecnologia e la precisione millimetrica degli sport moderni, esiste sempre un margine di imprevedibilità che nessuna regola può normare. Nazgul non vincerà una medaglia d’oro, ma il suo “scatto” olimpico resterà tra le immagini più belle di Milano-Cortina 2026.

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