ARICCIA (RM) – Lo splendore del barocco a Palazzo Chigi in Ariccia ha ospitato, per tutto il mese di novembre, una straordinaria retrospettiva che ha offerto ai visitatori un affascinante e profondo viaggio nel passato della regione Lazio. La mostra fotografica, intitolata “Alfredo Regoli: Un fotoreporter in motocicletta”, ha reso omaggio a uno dei più importanti documentaristi visivi del Novecento laziale. Alfredo Regoli, instancabile reporter e pioniere, ha dedicato la sua vita, viaggiando spesso in sella alla sua motocicletta, a catturare l’essenza, i cambiamenti e la bellezza nascosta del Lazio e, in particolare, dei Castelli Romani, tra gli anni Cinquanta e i primi anni Duemila.
L’esposizione ha presentato una selezione curata di centinaia di scatti, molti dei quali sono stati utilizzati per la realizzazione delle iconiche cartoline illustrate che hanno fissato nell’immaginario collettivo l’immagine della regione. La mostra non si è limitata a mostrare paesaggi, ma ha documentato l’evoluzione urbanistica, sociale e culturale di intere comunità. Attraverso gli occhi di Regoli, i visitatori hanno potuto confrontare il volto rurale e post-bellico dei Castelli con la graduale modernizzazione. Si è potuto osservare come la quiete delle piazze storiche si sia trasformata, come i mestieri artigianali siano evoluti e come il paesaggio, dominato dai Colli Albani, abbia mantenuto la sua maestosità pur adattandosi ai nuovi ritmi della vita contemporanea.
La collocazione all’interno di Palazzo Chigi non è stata casuale. La residenza barocca, essa stessa testimone di secoli di storia, ha fornito una cornice ideale per le immagini in bianco e nero e a colori di Regoli, creando un dialogo suggestivo tra l’arte pittorica e l’arte fotografica di documentazione. Le sale del Palazzo, celebri per essere state set cinematografici, hanno amplificato l’atmosfera di sospensione temporale che le fotografie evocavano. Il percorso espositivo era suddiviso in aree tematiche: una dedicata alle vedute panoramiche dei laghi di Nemi e Albano, un’altra ai centri storici di Frascati e Castel Gandolfo, e una sezione speciale dedicata alla vita quotidiana, con ritratti di persone al lavoro o in momenti di festa paesana.
L’iniziativa si è rivelata un appuntamento di grande spessore culturale, essenziale non solo per gli appassionati di fotografia d’epoca, ma per chiunque voglia comprendere a fondo la storia recente del territorio. L’eredità di Alfredo Regoli è quella di aver costruito un archivio visivo inestimabile, fondamentale per la memoria collettiva. La mostra ha stimolato la riflessione sul concetto di identità locale e sulla velocità del cambiamento, offrendo uno sguardo nostalgico, ma al contempo profondo, sul patrimonio artistico, architettonico e paesaggistico che rende unici i Castelli Romani. Un tributo meritato a chi ha saputo trasformare il reportage in una vera e propria opera di conservazione storica.








