Situato sul crinale più elevato del complesso vulcanico dei Colli Albani, a circa 768 metri di altitudine sul livello del mare, il comune di Rocca Priora rappresenta il centro abitato più alto dell’intero territorio dei Castelli Romani. Con l’arrivo della prima metà del mese di settembre, quando le temperature estive lasciano il posto a un clima più fresco e ventilato, il borgo offre un’occasione ideale per riscoprire le tradizioni artigianali, la storia medievale e le antiche usanze contadine che hanno caratterizzato la vita di questa comunità montana nel corso dei secoli.
La storia di Rocca Priora è storicamente legata alla famiglia Savelli, che nel Medioevo ne fece una delle proprie roccaforti strategiche per il controllo del territorio tuscolano e delle vie di comunicazione verso la pianura sottostante. Il centro storico conserva la tipica struttura dell’incastellamento medievale, sviluppato intorno all’imponente Palazzo Savelli, un edificio di origine fortificata successivamente rimaneggiato nel corso dei secoli e oggi sede del Municipio. Passeggiando tra i vicoli e le scalinate del borgo antico si possono osservare gli antichi elementi architettonici in pietra lavica e tufo, materiali di origine vulcanica impiegati tradizionalmente nell’edilizia locale.
Accanto all’architettura e alla storia feudale, Rocca Priora conserva una memoria legata a mestieri e produzioni artigianali tipiche del territorio montano. Tra le attività artigianali storiche di maggiore rilievo spicca la lavorazione del rame. Per generazioni, i calderai e gli artigiani locali hanno modellato questo metallo per la realizzazione di utensili da cucina, recipienti, brocche e grandi caldaie utilizzate sia per la preparazione dei cibi sia per la lavorazione del latte e della ricotta negli insediamenti agricoli. Questa tradizione manifatturiera ha rappresentato a lungo una risorsa economica fondamentale per le famiglie del posto, affiancandosi alla lavorazione del ferro battuto e del legno di castagno, abbondante nei boschi che circondano il territorio comunale.
Un altro elemento centrale dell’economia e delle tradizioni storiche di Rocca Priora è stato il commercio e la produzione del ghiaccio naturale. Grazie all’altitudine elevata e alle rigide temperature invernali, tra il XVI e il XIX secolo il paese divenne uno dei principali centri di rifornimento di neve e ghiaccio per la città di Roma. Durante i mesi invernali, la neve veniva raccolta nelle cosiddette “neviere”, grandi fosse o pozzi scavati nel terreno e foderati di paglia e rami di castagno per isolare la massa nevosa. La neve pressata si trasformava in ghiaccio e veniva conservata fino all’estate, quando veniva trasportata durante la notte verso la capitale per la conservazione degli alimenti e l’uso nelle dimore patrizie e negli ospedali romani.
Nel periodo di inizio settembre, la comunità locale celebra tradizionalmente la propria identità culturale ed enogastronomica attraverso eventi e manifestazioni di piazza dedicati ai prodotti del territorio, come i funghi porcini raccolti nei boschi circostanti, il miele locale e i formaggi della tradizione pastorale. Una visita a Rocca Priora nella prima metà di settembre consente dunque di unire la scoperta di un patrimonio storico-architettonico ben conservato alla conoscenza di antichi mestieri e usanze che testimoniano il profondo legame tra la popolazione locale e l’ambiente naturale dei Castelli Romani.









