NEMI/LARIANO – I Castelli Romani non sono solo una meta per il palato, ma si confermano un vero e proprio “atlante del mistero”. Mentre le ombre si allungano sulle acque del Lago di Nemi e tra i boschi fitti di Lariano, riemergono le leggende che da secoli nutrono l’immaginario collettivo di questa terra vulcanica.
Il Cavaliere dello Specchio di Diana
Al calar del sole, intorno alle ore 18:15, il Lago di Nemi si trasforma nello “Specchio di Diana”. Qui, la leggenda più antica riguarda il Rex Nemorensis, il sacerdote-guerriero che vegliava sul Tempio di Diana. Si dice che il suo spirito, una sagoma inquietante e solitaria, vaghi ancora tra i canneti e le navi sommerse di Caligola. I pescatori locali raccontano che, nelle sere di marzo, il vento porti con sé il suono metallico di una spada: è il fantasma del guardiano che attende il suo sfidante, in un ciclo eterno di vita e morte che risale all’epoca pre-romana.
La Regina di Lariano e il Castello Fantasma
Spostandosi di pochi chilometri verso Lariano, il mistero si sposta tra i ruderi del Maschio d’Ariano. La leggenda narra di una Regina (identificata spesso con la nobile famiglia degli Annibaldi) che, dopo la distruzione del castello, continuò a proteggere i suoi tesori nascosti tra le rocce laviche. Oggi, alle ore 17:30, un gruppo di escursionisti ha segnalato il consueto “bagliore argenteo” che molti scambiano per un riflesso del sole, ma che per la tradizione popolare è il velo della sovrana che ancora cammina tra le mura diroccate per sorvegliare la sua terra.
Un’eredità da riscoprire
Questi racconti non sono semplici favole, ma l’anima stessa dei Castelli. In una giornata come quella odierna, caratterizzata da una luce dorata che esalta il contrasto tra il verde dei boschi e l’azzurro dei laghi, perdersi tra questi sentieri significa camminare nella storia. Le botteghe di Nemi e i forni di Lariano, aperti fino alle 20:00, offrono il ristoro perfetto dopo una caccia ai fantasmi, ricordandoci che qui il soprannaturale è di casa tanto quanto il pane e le fragole.









