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Sociale Tecnologia

Social Media e Privacy

Ringraziamo la Dottoressa Francesca La Mattina della Innovation Lab Srl (esperti di Privacy, Sicurezza, GDPR) che oggi condivide con noi la problematica del crescente uso dei Social Media legata alle limitazioni imposte dal Garante della Privacy e dal Regolamento GDPR:

“Anche in questo annus horribilis, viene confermato dalla Agicom il trend di crescita dell’utilizzo di internet e di social media in Italia. Nel nostro Paese il social network più popolare resta Facebook, forte dei suoi 36,9 milioni di utenti, seguito da Instagram (27,7 milioni di utenti), Linkedin (18,6 milioni di utenti), Pinterest (16,7 milioni di utenti), Twitter (10 milioni di utenti), TikTok (6,6 milioni di utenti) e Reddit (2,8 milioni di utenti).

Nel secondo trimestre del 2020 rispetto a quello precedente è da segnalare il forte incremento delle piattaforme, Pinterest (+12,2%) e TikTok (+20,5%), a fronte di una generale riduzione.

E la crescita di queste due piattaforme è ancora più netta se si vanno a confrontare i dati relativi a giugno 2019: Pinterest, infatti, fa registrare un +59,9% mentre TikTok è letteralmente “esploso” con un +593%.

Inoltre prendendo in esame un’altra indagine Digital 2020 condotta da We are social, Hootsuite e Kepios  relativa ai mesi dell’emergenza Covid 19, i dati hanno evidenziato :

aumento significativo dell’attività digitale;

-crescita sensibile dell’uso dei social network e, in particolare, delle videochiamate;

accelerazione dello shopping online, incluso il settore alimentare;

più tempo trascorso a giocare con i videogames e con gli sport elettronici;

In contro-tendenza rispetto ai dati generali appena riportati, i giovani della Generazione Zero (ossia i nati dopo la metà degli anni 90). Secondo la ricerca condotta dall’agenzia Nipponica Dentsu, che  ha monitorato a livello globale il comportamento di un campione di 5000 giovani, è stato rilevato un cambiamento delle abitudini sull’utilizzo delle nuove tecnologie e dei social. I dati della ricerca hanno riscontrato che un terzo del campione preso in esame ha ridotto il tempo trascorso on line, ha ridotto le condivisione di dati.

Inoltre la metà del campione esaminato cancella la cronologia e mantiene l’anonimato, mostrando una particolare una particolare attenzione preoccupazione per la privacy.

Ma quali sono i rischi sulla privacy e protezione dei dati a cui si incorre in un uso poco attento dei social?

La navigazione in Internet lascia sempre delle tracce. Portiamo ad esempio la precedente informativa sul trattamento dei dati personali di Facebook (modificata dopo l’entrata in vigore del GDPR Regolamento Europeo sulla protezione dei dati personali) dove esplicitamente vi era scritto che Facebook non possiede solamente i diritti di tutte le immagini pubblicate sulla piattaforma, ma anche dei dati di profilo pubblici. Tale dichiarazione consentiva praticamente la costruzione di un fascicolo digitale su tutti i possessori e utilizzatori di Facebook. Informazioni che può vendere ai propri partner commerciali traendo profitto dai nostri dati. Teniamo conto che archiviazione trasferimento e vendita di dati personali comporta sempre un enorme rischio che quegli stessi dati finiscano nelle mani di malintenzionati e spesso criminali.

Un altro rischio elevato è quello connesso al cosiddetto social engineer. Il social engineering di fatto – attraverso una serie di tecniche – riesce a spingere le persone a fornire informazioni personali come password o dati bancari o a consentire l’accesso a un computer al fine di installare segretamente software dannosi (malware/ramsonware). I metodi più utilizzati sono quelli di impadronirsi di una falsa identità così da ottenere la fiducia delle proprie vittime con l’inganno. Capita spesso che si presentino come appartenenti a qualche tipo di autorità, banca o da membri delle forze dell’ordine o si spaccino per amici o parenti, hackerando un profilo e scrivendo ai suoi contatti.

 Un altro rischio frequente è quella del furto d’identità. In questo caso i truffatori  si servono dei dati personali acquisiti attraverso la rete e in special modo i social per fare acquisti o commettere reati.

Un altro danno da non sottovalutare è certamente quello relativo al danno di immagine: i contenuti pubblici possono essere visti da tutti, anche dal proprio capo. Facciamo sempre attenzione ai contenuti pubblici che pubblichiamo sui nostri social.

Vero è che le piattaforme sono solite impostare delle regole di comportamento e incaricare dei moderatori della cancellazione di contenuti inadeguati, tuttavia non è sicuro che reagiscano sempre in tempo utile.

Quindi che fare? Dobbiamo smettere di utilizzare i social network? Assolutamente no, ma per la tua tutela  sarebbe opportuno seguire alcune regole:

  • Consulta sempre l’informativa e cerca di capire quanti e quali dati verranno raccolti e come verranno utilizzati;
  • Verifica sempre prima della creazione del profilo le condizioni d’uso e le garanzie di privacy offerte. Spesso capita che al momento “dell’uscita del social” sia consentita la sola disattivazione del profilo e non la cancellazione, con la conseguenza che i dati immessi rimangano negli archivi informatici dell’azienda che offre il servizio.
  • Installa sul dispositivo che ospita le app social anche un software anti-virus in grado di proteggere i dati personali da eventuali violazioni;
  • Imposta password di accesso sicure e aggiornale periodicamente;
  • Ricorda di impostare password e credenziali di accesso siano sempre diverse nei diversi siti/social mail etc;
  • Pensa bene prima di pubblicare informazioni e contenuti quello che pubblichi potrebbe avere serie ripercussioni sulla vita reale;
  • Controlla sempre i livelli di privacy del tuo profilo e limita al massimo la disponibilità delle informazioni che ti riguardano;
  • Se non desideri ricevere pubblicità ricorda che puoi rifiutare il consenso all’utilizzo di dati per attività legate a pubblicità marketing e promozioni;
  • Se noti comportamenti anomali sul social segnalali. Se sei vittima di commenti offensivi, a sfondo sessuale o se stanno violando la tua privacy segnala il fatto alle autorità competenti e non aspettare che la situazione degeneri.

Ricordiamoci che un uso consapevole è certamente il primo passo per salvaguardare la nostra privacy!”