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Albano Laziale Storia

TOMBA DEGLI ORAZI E CURIAZI AD ALBANO LAZIALE

Un po’ di Storia dal sito www.romanoimpero.com . Leggi l’articolo completo al link https://www.romanoimpero.com/2019/05/tomba-degli-orazi-e-curiazi.html oppure dai uno sguardo qui di seguito

LA LEGGENDA

Al tempo di Tullo Ostilio, III Re dell’Urbe, Roma entra in conflitto con Albalonga e i due eserciti si affrontano proprio qui, sulle Fossae Cluiliae che segnano il confine tra i due Stati. Il fatto che Romani e Albani, due nazioni dello stesso sangue si facessero guerra dovette sembrare molto grave e soprattutto si temeva di perdere l’esercito, per cui i due re delle due città decisero di risolvere tutto con un duello fra 3 Romani e 3 Albani: gli Orazi e i Curiazi. All’inizio i Curiazi uccisero due Orazi romani. I tre Curiazi erano però feriti mentre l’Orazio era ancora integro, per cui cominciò a fuggire inseguito dai tre, con una tale velocità che riuscì a distanziarli. Ciò gli permise di affrontarli uno per volta e ucciderli.
La leggenda indicò le tombe degli Orazi e dei Curiazi proprio ad Albano, dove ancora si vedono alcuni tumuli circolari dalla forma arcaica a cono. D’altronde nei pressi esiste un grande recinto in opera quadrata che venne ritenuto dagli studiosi il campo dello scontro. In realtà si trattava di un grande ustrino, dove si bruciavano i cadaveri per incinerarli. Lo fece pensare anche il fatto che la via Appia, in questo punto, fa una deviazione come dovesse rispettare un luogo “sacro”. Oggi sappiamo che lungo le grandi strade consolari romane, tra il V e il VII miglio, veniva posto un santuario che segnava il confine della Roma monarchica. Ai santuari e ai loro Dei si affidavano in effetti il controllo di chi entrava nello Stato. Quando Roma si espanderà e questi confini verranno man mano dilatati. Ancora in età augustea si ricordava l’episodio avvenuto al V miglio della via Appia, e le tombe degli Orazi e dei Curiazi, legate alle origini di Roma.

Questa tomba tuttavia non è arcaica ma tardo repubblicana, con lo zoccolo circolare che appena si riconosce, il nucleo in calcestruzzo (il calcestruzzo si diffonde nel II sec. a.c.), un gran tumulo di terra e la torretta in alto. La torretta non è medioevale ma antica, e porta direttamente alla camera funeraria in basso. Il Mausoleo di Augusto era fatto allo stesso modo, anche se in forma molto più monumentale: tamburo cilindrico con al centro una specie di torre in opera quadrata coperta dal tumulo, e in fondo l’urna che conteneva la tomba d’Augusto.

Ora qui è lo stesso: evidentemente il tamburo era più alto di come appare oggi e quindi il cono arrivava a coprire interamente la torretta. Gli archeologi però hanno trovato nella tomba solo un’urna vuota, quindi l’edificio non è una tomba ma un cenotafio, una costruzione solo commemorativa, un fatto piuttosto insolito. Cento metri più avanti, sempre sulla destra, sono i cosiddetti Tumuli degli Orazi, anche essi, come quello precedente dei Curiazi, legati allo scontro tra romani e albani. Sono due tombe caratterizzate da un cono basso di terra, un po’ come i tumuli che vediamo in Etruria, a Cerveteri; ma non troppo arcaici perchè una ha la cornice di base in travertino e l’altra in peperino, pietre che si diffondono a partire dal II-III sec. a.c. Un tumulo è interamente di terra, l’altro ha invece lo scheletro a raggiera in calcestruzzo per contenere la terra. Questi sepolcri a cono di solito avevano una suddivisione come gli spicchi di una arancia, a raggiera, allo stesso modo del Mausoleo di Augusto.Oggi si ritiene che furono costruiti o restaurati in età augustea a “memoria” della tradizione del duello tra Orazi e Curiazi, e dell’antico confine tra Roma e Albalonga al V miglio. La narrazione del duello è riportata da Tito Livio, autore di età augustea, seguendo la politica di Augusto di valorizzare le tradizioni, con gli antichi culti e gli antichi templi, per istigare l’orgoglio degli antenati e del “Civis romanus sum”

IL SEPOLCRO
Il Sepolcro (o Tomba o Mausoleo) degli Orazi e Curiazi di Albano Laziale è situato a sud del centro abitato, sul ciglio della Via Appia antica, e rappresenta un esemplare unico per l’architettura che trova riscontro solo nelle urne cinerarie etrusche di Volterra. Il prezioso monumento rappresentò per anni il simbolo della pace ottenuta tra la Città di Albalonga e Roma, costruito sul combattimento cruento tra due famiglie. La tradizione lo ricollega ai guerrieri Orazi e Curiazi, ma storicamente è più verosimile considerarlo una ricostruzione della tomba di Arunte (condottiero etrusco), da parte dell’antica famiglia Arrunzia che aveva possedimenti in zona; infatti è stato edificato nella prima metà del I sec. a.c., quindi sei secoli dopo il combattimento fatale degli Orazi e dei Curiazi. Il sepolcro è realizzato da grossi blocchi di peperino; materiale molto amato dagli etruschi, ed è costituito da un parallelepipedo di pianta quadrata sormontato da quattro tronchi di cono posti agli angoli (di cui soltanto due sono ancora integri), ed uno di dimensioni maggiori al centro, contenente la cella sepolcrale, del quale rimangono solo i resti. L’urna, tra l’altro, è vuota, tanto che gli studiosi parlano di monumento commemorativo. Lo zoccolo del mausoleo, appena visibile, è circolare.

IL RESTAURO

Nel 1812 Antonio Canova, in qualità di Ispettore Generale delle Belle Arti dello Stato Pontificio, incaricò Giuseppe Valadier e Paolo Provinciali di eseguire il restauro del mausoleo; l’intervento durò dodici anni, e non ebbe risultati brillanti, perché causò distacchi di materiali e crepe, elemento incredibile della storia del monumento, data l’importanza di un architetto come il Valadier. Si dice che rappresenti una importante testimonianza delle prime opere di restauro effettuate secondo i moderni criteri di intervento, ma visti i risultati forse erano meglio gli antichi restauri. Tanto più che ci si lavorò per un periodo incredibilmente lungo, ben 12 anni. Leon Battista Alberti ha attribuito la tomba agli Orazi e Curiazi, altre studiosi a Gneo Pompeo Magno, altri ancora ad Arunte. L’ipotesi più verosimile vuole che la struttura fosse la ricostruzione fedele della tomba di Arunte.

Resta comunque un monumento di particolare importanza storica. Nel sito che la riguarda si annuncia che il monumento è sempre aperto al pubblico e visitabile, ma non è vero, da anni non viene valorizzato né pubblicizzandolo, né dandogli un’adeguata illuminazione, né restaurandolo, né pulendo l’area antistante, e per giunta esso risulta perennemente chiuso. Si dice sempre che all’estero i monumenti siano più valorizzati perché ne hanno molti di meno, ma non risulta che Albano abbia questa esorbitanza di monumenti.

FONTE https://www.romanoimpero.com/2019/05/tomba-degli-orazi-e-curiazi.html

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