fbpx
Comunicazioni Generico

Cosa nasconde Fontan Tempesta?

Nel vallone Tempesta al confine tra Rocca di Papa e Nemi si trova un antichissimo fontanile, risalente almeno al 1500. La sorgente è già citata molto probabilmente dal De Marchis nel 1535 ma anche in scritture risalenti al 1700 dei padri Cappuccini di Genzano che erano alla ricerca di nuovi fonti da restaurare per poter portare acqua al convento. Possiamo dire che Fontan Tempesta è la sorgente dei Castelli Romani più ricca di storie, miti e leggende. La leggenda più conosciuta racconta dell’incontro tra Numa Pompilio, secondo Re di roma e la Ninfa Egeria, o Aricia (un’ antichissima denominazione locale). Proprio a Fontan Tempesta i due si conobbero dove il Re s’innamorò perdutamente della Ninfa che poco dopo diventò sua sposa e consigliera durante i ritiri spirituali che il re si concedeva per meditare sui gravosi compiti del suo mandato, conferendo al suo operato la convalida di una partecipazione divina. La leggenda narra che la ninfa, al momento del trapasso del Re, distrutta dal dolore, si sciolse in lacrime dando vita alla fonte Egeria, ancora presente a Roma. Altre leggende lo vogliono come luogo d’incontri delle streghe e altri affidano alle acque la proprietà di far sparire la licantropia. Una seconda leggenda più recente vuole che nei pressi vi sia stato sepolto il tesoro del brigante Gasperone. L’atmosfera magica del luogo, rese obbligatoria per i grandi viaggiatori europei, soprattutto dell’Ottocento, la tappa a Fontan Tempesta. Non c’è scrittore, poeta o artista che, attraversando i Castelli Romani, non si sia fermato a bere quest’acqua sorgiva.

Questo sito fa uso di cookie per migliorare l’esperienza di navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’utilizzo del sito stesso.