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Giornata Mondiale della Terra 2020: come è nata e perché deve cambiarci tutti

(Luca Zanini)- Un appello per cambiare il nostro modo di vivere e sentire il Pianeta. Lo firmano, in occasione della 50esima Giornata Mondiale della Terra personalità del mondo della cultura, della scienza e dell’ecologia. Con un messaggio chiaro: «Mai più come prima». E’ un documento per alzare l’impegno civile a difesa dell’ambiente e della salute a partire dall’emergenza coronavirus che ci tiene relegati nelle nostre case e che quest’anno comporterà una celebrazione diversa della Giornata internazionale dedicata alla nostra casa comune: sarà una maratona multimediale, come ha raccontato Sara Gandolfi sul Corriere della Sera, con 75 mila partner in 193 Paesi collegati e uniti dall’hashtag #OnePeopleOnePlanet. E sarà celebrata anche con una speciale udienza in streaming di papa Francesco, a 5 anni dalla sua enciclica ambientalista «Laudato si’»

Lo sapevate che uno pei primi a pensarci fu JF Kennedy? Che i Figli dei fiori chiedevano mezzo secolo fa quel che chiedono oggi Greta e i suoi ragazzi? Ecco perché l’Earth Day è forse l’evento planetario più importante. Dedicato anche agli uomini di domani: i bambini

C’è un parallelo che unisce i primi attivisti ambientali di mezzo secolo fa e i ragazzi di Fridays For Future, i seguaci di Greta Thunberg che oggi celebrano l’Earth Day preparandosi al loro #GlobalStrike di venerdì 24, con lo sciopero «per chiedere giustizia climatica e risposte dai potenti». Perché la nascita dell’Earth Day fu figlia dei giovani di allora, dei Figli dei Fiori, di quel movimento pacifista che già allora rivendicava anche un miglior uso delle risorse: tutto cominciò all’inizio degli Anni Sessanta quando il presidente statunitense John Fitzgerald Kennedy e poi il senatore Gaylord Nelson, iniziarono a battersi per la celebrazione di un Mother Earth Day. Più tardi, Robert Kennedy attraversò ben 11 Stati degli Usa per tenere una serie di conferenze dedicate ai temi ambientali. Il 24 dicembre 1968 l’astronauta dell’Apollo 8 William Anders scattò l’immagine iconica di «Earthrise», che ispirò la prima vera Giornata Mondiale della Terra. Erano gli anni della guerra in Vietnam e delle grandi contestazioni appunto, che includevano le prime rimostranze ecologiste. Dal 22 aprile 1970, due giorni e un mese dopo l’equinozio di primavera, le Nazioni unite celebrano l’Earth Day in tutto il mondo.

L’omaggio di Google alle api

Anche Google ha scelto di celebrare l’Earth Day con uno speciale doodle, raffigurante The Bee, l’Ape, simbolo di biodiversità e speranza: uno dei più piccola ma decisivi (per il nostro futuro) organismi viventi sulla Terra, senza il quale non avverrebbe circa il 70% dell’impollinazione di tutte le specie vegetali viventi sul pianeta. Accanto alla piccola ape c’è un pulsante «gioca»: cliccandolo parte un piccolo video che evidenzia l’importanza delle api, che contribuiscono a mantenere in vita, due terzi delle colture del mondo e garantiscono circa il 35% della produzione globale di cibo. In pratica si accede a un gioco vero e proprio, un’animazione — progettata dai programmatori Gerben Steenks, Jacob Howcroft e Stephanie Gu — in cui l’utente può guidare l’ape ad impollinare i fiori mentre apprende altre notizie su questi insetti. Le api di tutto il mondo — esposte a incredibili stress climatici e ai drammatici effetti dei pesticidi — stanno morendo. Soltanto in Europa, negli ultimi inverni, si sono registrate perdite fino al 53% (fonte Greenpeace), mentre nel 2019 gli Stati Uniti hanno dichiarato di aver subito il maggior decesso di api della loro storia, con perdite stimate tra il 50 e il 90 per cento (fonte Dan Rather Report). Un disastro che, come noto, ha molteplici cause: dall’inquinamento globale, al massiccio utilizzo in agricoltura di insetticidi, fungicidi e antiparassitari chimici.

Dieci videoclip per coinvolgere i bambini

C’è un programma speciale anche per i più piccoli nella Giornata della Terra: un programma in onda sui canali «Boing» e «Cartoonito» (rispettivamente 40 e 46 del digitale terrestre) sta proponendo dalle 8 di questa mattina, dieci videoclip musicali dedicati alle problematiche ambientali del nostro globo. Le clip fanno parte del progetto «Salva il Pianeta. Diventa un eroe», portato avanti dai due canali kids. Le dieci clip, dovendo parlare ai ragazzini, utilizzano un linguaggio adatto alla loro età. Stessa cosa per la musica che accompagna i messaggi e gli esempi virtuosi per l’Ambiente. I protagonisti parlano, si muovono e a volte ballano su ritmi hip-hop e trap, i generi musicali del momento, figli del rap, come quello cantato dal romano The Supreme, idolo tra gli adolescenti. E aproposito di bambini, il presidente di Unicef Italia, Francesco Samengo, srcieve che «i bambini e i giovani possono dimostrare la loro solidarietà nei confronti degli anziani attivandosi da casa nella Giornata Mondiale della Terra, così come le generazioni più adulte possono dimostrare la loro solidarietà verso i giovani difendendo l’azione per il clima». Perché «oltre al Covid-19, esiste un’altra seria minaccia che è già fra noi e sta mettendo a rischio le vite dei bambini: è il cambiamento climatico» e proprio «bambini e giovani, così come vivranno le conseguenze della pandemia di Covid-19, si troveranno anche ad affrontare gli impatti più gravi del cambiamento climatico negli anni a venire». È importante tenerlo sempre a mente, dice Samengo, «e includere i giovani nelle decisioni che influenzeranno il loro futuro».

Collegamenti e notizie da tutto il mondo

Tornando alle celebrazioni digitali, è l’Italia che quest’anno dà il via con iniziative dedicate a papa Francesco e al suo messaggio per una nuova ecologia dell’Uomo, una serie di eventi trasmessi in streaming sul canale di Rai Play: ci saranno l’udienza papale ma anche approfondimenti, testimonianze e collegamenti da tutto il mondo, tutti dedicate ai temi dell’educazione ambientale, della tutela della natura e dello sviluppo sostenibile, della solidarietà e della partecipazione. Un evento collettivo che nel Belpaese nasce dall’impegno del movimento Earth Day Italia insieme con quello dei Focolari: «Siamo onorati dell’impegno che Sua Santità mette nell’unire le persone intorno all’importanza della Terra — hanno spiegato Denis Hayes, fondatore dell’Earth Day, e Kathleen Rogers, presidente dell’Earth Day Network —: la sua enciclica sottolinea il potente rapporto che ognuno di noi ha con il nostro unico Pianeta».

Il tilt il sito italiano di Earth Day Org

Qualche problema tecnico ha accompagnato l’apertura della Giornata della Terra: dalle prime ore del mattino era già in tilt la piattaforma italiana, dove chi si collega può seguire numerosi interventi su temi che spaziano dai popoli indigeni allo sviluppo sostenibile, anche con un programma dedicato all’economia post-Covid. «Desideriamo lanciare al mondo un messaggio di speranza, ma anche richiamare tutti a un rinnovato impegno perché con il coronavirus tutti si sono accorti di quanto modelli economici speculativi finiscano per azzerare ogni forma di solidarietà e per consumare il pianeta oltre la sua capacità di rigenerarsi», sottolinea Pierluigi Sassi, presidente di Earth Day Italia.E di rinnovato impegno parlano anche i ragazzi italiani di Greta, che hanno inviato una lettera al governo e a tutti i loro connazionali: «Dopo questa emergenza pandemica — scrivono — l’Italia dovrà ripartire dalla riconversione ecologica».

L’appello di filosofi e scienziati

E’ anche il senso della lettera-appello che — per la Giornata Mondiale della Terra 2020 — hanno inviato un gruppo di studiosi (filosofi, economisti, antropologi, missionari, medici esperti di energia, teologi) italiani: «L’epidemia provocata dal nuovo virus SARS-CoV-2, con il suo tragico carico di morti e miseria, serva da insegnamento», vi si legge. «La Terra è un macrorganismo vivente in cui tutto si tiene: biologia, ecologia, economia, istituzioni sociali, giuridiche e politiche. La salute di ciascun individuo è interconnessa e dipendente dal buon funzionamento dei cicli vitali del pianeta». E citando le nuove malattie sempre più frequenti, gli incendi e l’abbattimento delle foreste tropicali, consumo di suolo vergine, lo sfruttamento minerario, la caccia e il consumo di fauna selvatica, la concentrazione di allevamenti animali, l’agricoltura superintensiva, l’appello invita a non sottovalutare i fenomeni in atto.

La salute, bene comune globale

«In quanto esseri umani siamo parte della natura. Esistiamo gli-uni-con-gli-altri, in reciproca connessione…» — prosegue la lettera — e poiché il 2020 è l’anno dedicato dall’Onu alla biodiversità, appare grave il rinvio al prossimo anno del summit di Glasgow, dove era in programma la verifica dell’Accordo di Parigi sul clima. Sono già passati cinque anni dall’Agenda 2030 sullo sviluppo sostenibile dell’Onu e molti dei target intermedi fissati al 2020, nell’ambito dei suoi 17 macro obiettivi, «sono stati clamorosamente disattesi». Sono passati cinque anni anche dalla pubblicazione dell’enciclica Laudato sì, «ma il suo messaggio per un’ecologia integrale è stato ignorato». Ecco perché «non possiamo più fingere di non vedere. La normalità del mondo dopo-coronavirus non può essere quella di prima. Tutto e subito deve cambiare direzione, parametri di misura, valori di riferimento. Non vogliamo essere testimoni muti».

fonte: www.corriere.it

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